Cronaca

Stupro di una donna ubriaca: cosa dice davvero la sentenza della Cassazione

La suprema corte si è espressa circa il caso di due uomini che nel 2009 hanno abusato di una donna che aveva bevuto troppo

Violenza sessuale

Barbara Massaro

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Se una donna, nel libero esercizio della sua volontà, assume una quantità inadeguata di sostanze alcoliche deve ritenersi responsabile delle proprie decisioni e a nessuno può essere imputato di averla indotta a ubriacarsi. E' in sostanza questo quello che dice la Corte di Cassazione che ha escluso l'aggravante dell'induzione alla somministrazione di alcol a due uomini accusati (e condannati) di stupro

La vicenda processuale

I fatti risalgono al 2009. Due uomini di cinquant'anni escono a cena con una donna. I tre mangiano, bevono e ridono. Poi, però, i due convincono la donna a seguirli in albergo e lì abusano di lei. La vittima, poi, si reca al pronto soccorso e sporge denuncia.

Nel 2011 la sentenza di primo grado ha, però, assolto i carnefici perché, secondo il Tribunale di Brescia, la donna non sarebbe stata attendibile; la corte d'appello, nel 2012, ha invece ribaltato il giudizio sottolineando che il referto medico evidenziava segni di violenza. Inoltre in secondo grado ai due uomini è stata aggiunta anche l'aggravante "Di aver commesso il fatto con l'uso di sostanze alcoliche".

Cosa dice la Cassazione

Secondo la terza sezione penale della Cassazione, però, il processo va rivisto perché la donna aveva bevuto di sua spontanea volontà, non era stata indotta. La sentenza 32462 è molto chiara in merito e conferma che "C'è violenza sessuale di gruppo con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica nonostante la vittima abbia assunto alcol volontariamente visto che in uno stato di infermità psichica a prescindere da chi l'abbia determinato mancano le condizioni per prestare un valido consenso".

Tuttavia, sottolineano gli Ermellini, "L'assunzione volontaria di alcol esclude la sussistenza dell'aggravante e il relativo aumento di pena poiché deve essere il soggetto attivo del reato a usare l'alcol per la violenza somministrandolo alla vittima".

In conclusione: "L'uso volontario incide sì sulla valutazione del valido consenso, ma non anche sulla sussistenza aggravante".

Come viene punita la violenza sessuale in Italia

In Italia il reato di violenza sessuale è punito secondo l'articolo 609 bis del codice penale che riconosce la violenza sessuale quando il rapporto avviene "Abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto" o "Traendo in inganno la persona offesa per essersi, il colpevole, sostituito ad altra persona".

Inoltre l'articolo 609 ter definisce "aggravanti" le condizioni in cui la violenza venga commessa "Con l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o sostanze gravemente lesivi della salute della persona offesa".

Ora la corte d'appello dovrà rivedere l'intero processo e stabilire se la donna è stata fatta ubriacare di proposito con lo scopo di commettere violenza, oppure se lo stupro è avvenuto al termine di una notte in cui la vittima, di sua spontanea volontà, aveva bevuto troppo.

In quest'ultimo caso l'eccezione sottolineata dalla Suprema Corte andrà presa in considerazione perché nessuno può essere processato per un reato che non ha commesso.

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