Simona Santoni

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Un macigno cade sulla costruzione del nuovo stadio della Roma, che dovrebbe sorgere nell'area dell'ex ippodromo di Tor di Valle, lungo il Tevere. Nove persone sono state arrestate in seno a un'inchiesta in cui sono complessivamente indagati in 27.

Si tratta di politici, consulenti e costruttori. Tutti si sono occupati in maniera diretta e indiretta della variante del primo progetto, quello a firma dell'assessore all'urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo.  

I reati contestati sono associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali, finanziamenti illeciti. L'indagine nasce come prosecuzione di quella sulla corruzione di Raffaele Marra, ex collaboratore della sindaca di Roma Virginia Raggi, non coinvolta dal procedimento.

Era il dicembre del 2012 quando James Pallotta, il presidente della società di calcio giallorossa, annunciava che nel 2014 sarebbe stato aperto il cantiere a Tor di Valle dal costruttore Luca Parnasi, che si impegnava a finire i lavori per far giocare la stagione 2016-2017 nel nuovo stadio. Proprio quel Parnasi è tra i nove arrestati.

Ecco chi sono i protagonisti di questo ennesimo scandalo Capitale. 

 

Adriano Palozzi

Vicepresidente del Consiglio Regionale, eletto con Forza Italia, coordinatore FI della provincia di Roma, Adriano Palozzi (agli arresti domiciliari) ha chiesto soldi per la campagna elettorale. L'imprenditore Luca Parnasi gli avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro. 

Parlando con Parnasi in una conversazione intercettata, contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare dell'inchiesta sul nuovo stadio della Roma, Palozzi avrebbe detto: "Se io vinco vado a fare l'assessore in Regione e sono utile". Parnasi in un'altra occasione gli avrebbe Palozzi: "Come posso darti una mano? dimmi tu...", ricevendo la risposta: "Eh! iniziami a dare una mano perché veramente io sto disperato... mi serve una mano". Alla domanda "Di quanto hai bisogno?", Palozzi avrebbe risposto: "Lasciamo perdere, di quello che si può fa. Per la campagna elettorale a me una mano serve? Cioè mi gioco il culo!". "Quanto ti costa la campagna?" avrebbe chiesto Parnasi, ricevendo la risposta: "Mi costerà 4-500 mila euro... non è che costa mille lire". "Non ti lascio solo, tranquillo!", lo avrebbe rassicurato l'imprenditore. 

Luca Parnasi

Il costruttore Luca Parnasi (in carcere), titolare della società Eurnova, acquistò il terreno a Tor di Val, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia. È lui l'uomo chiave dell'inchiesta. 

Parnasi aveva promesso all'avvocato Luca Lanzalone, presidente di Acea, consulenze per il suo studio legale pari a circa 100 mila euro e gli aveva garantito il suo aiuto nella ricerca di una casa e di uno studio a Roma. All'ex assessore regionale del Pd, Michele Civita, in cambio dell'asservimento della sua funzione, il gruppo Parnasi aveva promesso l'assunzione del figlio in una delle società. Per l'attuale vicepresidente del Consiglio regionale, Adriano Palozzi, Parnasi avrebbe erogato fatture per operazioni inesistenti pari a 25 mila euro. Infine l'attuale capogruppo M5S, Paolo Ferrara, avrebbe ottenuto da Parnasi un progetto per il restyling del lungomare di Ostia.

Luca Lanzalone

Avvocato e presidente di Acea, vicino al Movimento Cinque Stelle, Luca Lanzalone (agli arresti domiciliari) è un'altra figura chiave dell'inchiesta. Mediò con Parnasi la modifica del progetto dello stadio che portò a un taglio delle cubature.

Tra il gennaio e il febbraio del 2017, nelle vesti di consulente per gli M5S seguì la mediazione con l'amministrazione comunale e la Eurnova, la società di Parnasi che acquistò i terreni dell'ex ippodromo. La trattativa portò a una modifica del primo progetto dello stadio, con una riduzione delle cubature degli immobili "extra stadio" e la cancellazione delle due torri del grattacielo che sarebbero dovute sorgere in prossimità dell'impianto. 

Michele Civita

Ex assessore all'urbanistica della Regione Lazio e oggi consigliere, casacca Pd, Michele Civita (ai domiciliari), avrebbe chiesto all'imprenditore Parnasi, in cambio della prestazione delle sue funzioni di assessore, un posto di lavoro per suo figlio.

Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone, Gianluca Mangosi

Sono finiti in carcere anche Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi, collaboratori dell'imprenditore Luca Parnasi. 

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