Rogo in ditta trasporti
Ansa- Vigili del Fuoco
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I sospetti sugli incendi nelle fabbriche del milanese

Una scia di incendi sospetti sta coinvolgendo le aziende dell'hinteland di Milano. Nel 2018, quasi quattro roghi al mese. L'allarme di Legambiente

Una scia impressionante di incendi ed esplosioni “sospette”. La Lombardia, negli ultimi mesi, sembra andare a fuoco. O meglio, le aziende dell’hinterland milanese che, a cadenza settimanale, vengono distrutte da roghi improvvisi.

L’ultimo caso all’alba del 12 aprile, all'interno di una ditta a Pregnana Milanese, a pochi chilometri dal capoluogo.

Il rogo, scoppiato attorno alle ore 5 nell'area parcheggio della azienda"Ventrice società cooperativa Trasporti Italia", ha completamente distrutto tre dei suoi tir.

Due degli autoarticolati erano vuoti, il terzo conteneva materiale chimico presumibilmente di tipo farmaceutico.

Si tratta di un incendio doloso? Una domanda lecita considerando che l'origine della maggior parte degli incendi avvenuti con una media di circa 4 casi al mese dall'inizio del 2018, è dolosa.

Le cause del rogo presso la Ventrice società cooperativa Trasporti Italia, sono ancora in corso di accertamento da parte dei vigili del fuoco e dei carabinieri, così come è allo studio di tecnici specializzati stabilire se il materiale chimico sversatosi sul piazzale sia inquinante.

Certo è, che tutti e tre i mezzi andati distrutti, sembrerebbero essere coperti dall’assicurazione.

Nel 2018 quasi 4 incendi al mese

L’incendio a Pregnana Milanese è il quattordicesimo dall’inizio dell’anno. L’ultimo è avvenuto solo 5 giorni fa, all’interno di una ditta di detersivi a San Donato Milanese. Il primo del 2018, invece, risale al 4 gennaio con l'incendio a Corteolona in un capannone sede di una discarica abusiva.

Ventiquattr’ore dopo è toccato alla Sinergi di Besana Brianza e il 18 gennaio alla Suez ex-Ecoltecnica di Baranzate.

Nel cuore della notte di sabato 3 febbraio, poi è divampato un altro incendio in una discarica di rifiuti di via Radizzone, a Mariano Comense. Quattro giorni dopo, il 7 febbraio, è toccato alla azienda Ecosfera di Bulgarograsso, Como: un'esplosione origina le fiamme che la distruggeranno completamente.

Il 13 febbraio scorso, è andata a fuoco anche la sede di stoccaggio rifiuti di Amsa, il 16 febbraio, sempre a Baranzate in via Monte Bisbino, a prendere fuoco è stata una discarica abusiva e il 19 febbraio, invece, è toccato al capannone di una ditta che si occupa di smaltimento di rifiuti ferrosi nel comune di Pioltello.

Ma la scia di incendi che hanno interessato le discariche o i capannoni di stoccaggio rifiuti, risale all’anno scorso.

I fatti del 2017

Era il luglio 2017, quando un incendio doloso divampa nel deposito di rifiuti di Bruzzano. A settembre nella ditta di Mortara, in provincia di Pavia, vanno a fuoco decine di tonnellate di rifiuti speciali.

Tre mesi dopo le fiamme nello stabilimento di Bruzzano, tocca al deposito di rifiuti industriali di Cinisello Balsamo sempre di proprietà della Carluccio srl.

Non è stata risparmiata dalle fiamme, il 22 febbraio scorso, neanche una azienda chimica a Cuggiono Milanese, dove è andata completamente distrutta l'ala della fabbrica dove venivano lavorati i solventi.

Il 7 marzo un incendio all’interno di una piccola azienda di pulitura di metalli distrugge completamente lo stabile. Madre e figlio, nel tentativo salvare l’azienda, rimangono gravemente ustionati. Solo cinque giorni dopo, un vasto incendio scoppia attorno alle 7 all’interno della Alfa Maceri, una azienda che si occupa di stoccaggio di carta a Cologno Monzese. 

"Questi incendi sono allarmanti. Non può non definirsi “anomala” e preoccupante la frequenza con la quale si susseguono e in una zona così ristretta - dichiara a Panorama.it, l’onorevole Ermete Realacci, Presidente onorario di Legambiente – gli incendi all’interno di aziende, in particolare quelle che operano nel settore dei rifiuti, possono avvenire ma non certamente con questa cadenza”.

I rifiuti e le mafie 

“Il settore dei rifiuti è pervaso da interessi illeciti spesso legati alle mafie e alla criminalità organizzata - prosegue Realacci - non a caso gli incendi dolosi sono considerati dagli investigatori dei campanelli d'allarme del potere mafioso sul territorio, insieme alle estorsioni. Quindi è fondamentale che si innalzi, in questa area geografica, non solo l’attenzione dello Stato ma anche la presenza di forze dell’ordine”.

“Spesso questi incendi di origine dolosa vengono appiccati per occultare e ‘smaltire’ rapidamente materiali pericolosissimi che l’azienda non doveva detenere- continua il presidente onorario di Legambiente- con conseguenze disastrose sulla salute dei cittadini. La diossina che si sprigiona da questi incendi, infatti, è notevolmente superiore a quella prodotta da un inceneritore. Questi roghi, come quelli nella terra dei fuochi, diventano ancor più devastanti per la salute di un inceneritore di Acerra”.

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Nadia Francalacci