Cronaca

Terremoto in Abruzzo. Da due anni i terremotati pagano le tasse. Arretrati compresi"

I terremotati de L'Aquila hanno iniziato a pagare le tasse dopo 15 mesi dal sisma. Sindaco Cialente: "In Emilia il Governo potrebbe aspettare ancora"

"E' troppo presto far pagare le tasse agli emiliani"

– Credits: Lapresse

“Le tasse? Abbiamo iniziato a pagarle a luglio 2010, circa un anno dopo il terremoto”. Sono trascorsi 3 anni dal sisma del 6 aprile 2009 che ha raso al suolo la città de L’Aquila e il sindaco Massimo Cialente, descrive a Panorama.it una città ancora distrutta e profondamente ferita: “Non siamo ancora riusciti a risollevare la nostra economia, il nostro turismo, le nostre case e il livello occupazionale per i gravi ritardi sulla ricostruzione. Ma le tasse le paghiamo, come tutti. E stamo pagando anche gli arretrati: un 40% rateizzato in dieci anni”.

Tra poco più di un mese, il 30 settembre, anche le popolazioni colpite dal sisma della scorsa primavera in Emilia Romagna torneranno a pagare le imposte. Una decisione che arriva solo a pochissimi mesi del terremoto e con migliaia di famiglie ancora in alloggi di fortuna o nelle tendopoli.

Sindaco Cialente, dopo oltre tre anni, sono più di 28 mila  le persone che non hanno ancora una abitazione e vivono nelle tendopoli o in alloggi di fortuna. Pagano le tasse anche loro?
No, loro ovviamente no. Hanno iniziato a pagare le imposte le 10 mila persone che hanno un’abitazione propria  e autonoma. Per il resto della popolazione le tasse, esempio l’Imu, sono ancora sospese”

Con il “Progetto emergenza” sono state costruiti 5.600 alloggi. Neanche queste famiglie pagano le tasse?
L’Amministrazione comunale è stata costretta a fargli pagare un affitto mensile. Almeno a coloro che al momento del terremoto erano in locazione. Si tratta di 2,60 euro al metro quadrato

Perché?
Per sopperire alle spese. Quegli alloggi, nei quale hanno trovato sistemazione oltre 19 mila persone, costano al Comune 4 milioni di euro l’anno. E’, di fatto, l’amministrazione comunale a pagare il riscaldamento, se si rompe una porta oppure una finestra. Insomma è a carico nostro tutta la manutenzione”

Secondo lei è giusto far pagare le tasse a decorrenza 30 settembre agli abitanti dell’Emilia Romagna?                                                                                                                            

Premesso che non conosco la situazione in cui si trova la popolazione e neanche quella degli stabili, ma credo che sia troppo presto. Il Governo avrebbe dovuto aspettare ancora un po’ a tassare nuovamente quei cittadini già duramente colpiti da un evento così drammatico. Il terremoto porta via tutto. A L’Aquila le attività che vi erano prima non tutte hanno riaperto e quelle che lo hanno fatto, non hanno certamente assunto il personale che avevano prima. Ciò sta a significare che i camerieri sono senza alberghi, le segretarie senza gli uffici, gli imprenditori senza il negozio. E i soldi non ci possono essere.

Quando avete ripreso a pagare le tasse, quanti erano ancora gli sfollati?
Tantissimi: oltre 40 mila

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