Si finge principe e molla la sposa sull'altare

Un'operaia di Bassano lascia il lavoro convinta di sposare il principe del Liechtestein ma si ritrova i suoi debiti da pagare. E il suo non è l'unico caso

Si finge principe e pianta la sposa sull'altare

– Credits: Getty

Nadia Francalacci

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Travolta dalla passione, dal trono e adesso da una montagna di debiti. Una giovane operaia di Bassano del Grappa stava per coronare il sogno di qualsiasi donna: sposare un principe e cambiare vita. Lei, come in tutte le favole, ha lasciato la fabbrica pronta a  trasferirsi nel palazzo del suo principe in uno dei paradisi fiscali più importanti e ambiti del Mondo: il Liechtenstein. È così, infatti che l’uomo, un 50 enne di bell’aspetto e dai modi regali ma di Monfalcone in provincia di Gorizia, l'ha incantata e sedotta a dicembre scorso.

Tra i due, neanche a dirlo, è scoccato il colpo di fulmine, tanto da organizzare in fretta e furia un sontuoso matrimonio. Peccato però che sabato scorso in chiesa si sia presentata solamente lei, la sposa.

Ma la favola per la giovane operaia di Bassano è durata poco più di 8 settimane che, però, sono state sufficienti per accumulare tanti di quei debiti da mandare in frantumi non solo il suo cuore di giovane sposa abbandonata ma anche il suo conto corrente.

In pochi giorni il fantomatico principe organizza chiesa, abiti, bomboniere e un lussuoso banchetto per 180 invitati all'Asolo Golf Club di Cavaso del Tomba. Insomma il principe non aveva badato a spese. Aveva persino invitato la futura consorte a non risparmiare sull’abito nuziale: 7.500 euro.

I giorni trascorrono velocemente, la data delle nozze si avvicina e il principe non esita a tagliare la corda.

Ma mentre la giovane operaia stava continuando a sognare il fatidico “sì” preoccupandosi solamente di trucco e parrucco, ai fornitori delle "nozze regali" qualche sospetto era venuto: solo qualche acconto con assegni firmati esclusivamente da lei.

L'unica a non aver capito che era la protagonista di una maxi-truffa o meglio di nozze-bufala, è stata proprio la sposa che sabato si è presentata all'altare. Ma del suo principe, per il quale aveva lasciato il lavoro e degli invitati vip neanche l'ombra.

Adesso l’unico ricordo del suo principe sono i conti da saldare: il fioraio per 12.500 euro, il fornitore di bomboniere per 8 mila euro e il sontuoso pranzo nuziale da 26 mila euro.

Ma l’operaia di Bassano del Grappa non è stata l’unica a versare lacrime amare sull’altare. Ci sono illustri precedenti che la possono consolare.

Riccardo, come da perfetta scenografia da film, ha saputo dal fratello della sua ex futura sposa che lei, 30 anni di Roma appena laureata, non si sarebbe presentata all’altare perché già da diversi mesi aveva una relazione con un altro uomo di cui si era innamorata.

E lui, Riccardo, non ci aveva voluto credere “È uno scherzo” si era detto e ha aspettato la sua futura consorte in trepida attesa. Si sa, le spose devono fare un po’ di ritardo il giorno delle nozze,  ma quando la mezz’ora è diventata un’ora, sul volto di Riccardo è sparito il sorriso ed è apparso un ghigno di rabbia, paura e disperazione. Il futuro cognato aveva ragione.

L’ex sposo si è rivolto al tribunale per ottenere un risarcimento di 500.000 euro: 229.000 per le spese sostenute, 150.000 per i danni morali e 120.000 per le turbe psicologiche del ragazzo causate dalla sindrome dell’abbandono.

E sì, perché tra le altre cose era già pronto per il gran giorno sia il ricevimento in una bellissima e lussuosa location romana che luna di miele in Polinesia oltre all'abitazione per la coppia, arredata secondo il gusto della sposa ma a spese della famiglia di Riccardo.

Non meno disastroso ed inquietante, almeno per il protagonista, l’epilogo del mancato matrimonio di Monopoli. La trama della giornata potrebbe essere quella di una classica commedia all’italiana ed invece, quello che è accaduto è realtà. Lo sposo, vestito di tutto punto e sorriso smagliate, espressione che non lasciava presagire che cosa sarebbe accaduto, ha abbandonato sull’altare la promessa sposa al momento del fatidico ‘si’ denunciando il tradimento di lei con il  suo testimone di nozze.

Ma la vendetta dello sposo tradito è stata studiata nei minimi dettagli. Lei, bellissima nel suo abito bianco, dice si senza esitazioni in mezzo a fiori, sfarzo e ai flash dei fotografi. Lui, invece, dopo le frasi di rito pronunciate dal parroco, prima esita un pochino e dopo pronuncia un no secco. Immaginatevi la scena: la chiesa ammutolisce, i fotografi si fermano, i parenti rimangono basiti.

Poi si scatena l’inferno quando il promesso sposo si reinfila gli anelli in tasca e, rivolgendosi a parenti e amici presenti dice: ‘Chiedetelo alla sposa e al suo testimone, il perché di questo No'.

Ma attenzione a cambiare idea davanti all’altare o comunque dopo aver spedito le partecipazioni di nozze o ricevuto o acquistato regali.

Ad esempio, secondo il Galateo, i regali ricevuti dagli invitati vanno restituiti dal primo all'ultimo e le spese sostenute fino a quel momento per il matrimonio, dall'organizzazione del ricevimento al pagamento del viaggio di nozze a tutto il resto, vanno risarcite dallo sposo che ha cambiato idea.

Tra le pagine del galateo, invece, non vi sono le azioni legali da intraprendere una volta rotta la promessa di matrimonio. L'abbandonato infatti può fare causa all'ex promesso sposo e chiedere un risarcimento in denaro per danni morali. E qui però interviene in aiuto la Cassazione con la sentenza n.9052/2010, che dice: "La promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all'altra parte...".

È con questa sentenza che Riccardo ha “spillato” 500 mila euro alla sua ex promessa sposa.

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