Cronaca

Chi finanzia, come e quanto la Sea Watch ed i suoi "volontari"

Stipendi da 2000 euro per i "marinai" e finanziamenti per milioni di euro l'anno. Ecco i conti della Ong che gestisce la nave dei migranti

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Simone Di Meo

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Sulla vicenda della Sea Watch, la nave della Ong tedesca ma battente bandiera olandese bisogna fare subito due precisazioni. La prima: i sedicenti «volontari» della Sea Watch 3 percepiscono uno stipendio che oscilla tra i 1.500 e i 2.000 euro per tre settimane di lavoro, quindi sono tutt' altro che volontari, almeno nell' accezione corrente italiana. La seconda: la Ong tedesca - armatore del peschereccio trasformato in nave acchiappa migranti nel Mediterraneo - ha un fatturato da piccola e florida azienda di navigazione. Tra il 2017 e il 2018 ha incassato infatti ben 3,5 milioni di euro, provenienti da donazioni e liberalità, coi quali ha finanziato i viaggi e pagato le spese di struttura.
 

Ancora oggi, sul sito dell'organizzazione non governativa, è aperta una sottoscrizione (a cui si può partecipare versando pure in bitcoin) per «sponsorizzare» nuove spedizioni al largo della Libia: la colletta ha raggiunto 50.000 euro, mentre altri 100.000 sono stati raccolti online per sostenere le spese legali della «capitana» Carola Rackete quando l'autorità giudiziaria le contesterà la violazione delle disposizioni previste dal decreto Sicurezza bis e l'ingresso non autorizzato nelle acque territoriali italiane.
 


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