Cronaca

Scuola: se i bulli sono i genitori

L'anno scolastico 2018-2019 è iniziato con un monito del Presidente della Repubblica sui rischi del bullismo degli adulti

In Italia è allarme per i genitori bulli

Barbara Massaro

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Si dice che una mela non cada mai lontano dall'albero, ed è vero. Il problema è che se è possibile migliorare la mela caduta diventa più difficile modificare le radici dell'albero.

E' così anche per il bullismo o per lo meno ne è convinto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha parlato agli studenti di Portoferraio, all'isola d'Elba, in occasione dell'inizio dell'anno scolastico 2018 - 2019.

Una delle preoccupazioni espresse da Mattarella è circa il moltiplicarsi di episodi di violenza ai danni dei professori da parte di quelli che il Presidente ha definito "Genitori bulli". 

Chi sono i genitori-bulli

"Non possiamo ignorare che qualcosa si è inceppato - ha detto Mattarella - che qualche tessuto è stato lacerato nella società. Alcuni gravi episodi di violenza - genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli - rappresentano un segnale d'allarme che non va sottovalutato.

Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell'animo degli studenti, a scuola e nel web".

Solo lo scorso anno scolastico sono state decine le aggressioni ai danni dei professori rei di aver fatto il proprio dovere, ovvero dare un 4 dove era necessario o una nota sul diario.

La maggiore frequenza di risse tra genitori e professori (che spesso finiscono con docenti impotenti che non reagiscono e vengono ricoverati in ospedale) si registra in concomitanza con la consegna delle pagelle e ancora di più a fine anno scolastico dove la somma di brutti voti dà come risultato la bocciatura. 

E così invece di mettere in castigo i giovani asini cui si è data la vita (e si suppone l'istruzione) padri, ma anche tante madri, se la prendono con i docenti come fossero loro la causa della situazione del proprio figlio.

Manca la cultura dell'educazione famigliare

Quello che manca, ed è il punto più interessante del discorso di Mattarella, è la possibilità di educare i genitori. Anni di campagne di sensibilizzazione sugli studenti stanno, infatti, se non risolvendo il problema per lo meno determinando una diminuzione degli episodi di bullismo tra i ragazzi.

Sempre più spesso, infatti, in un ambiente sano, i prepotenti vengono allontanati e ostracizzati dal gruppo e dai social network e finiscono per crearsi un'enclave di bullismo autoriferito in cui il messaggio violento e la presa in giro cade nel vuoto.

Si tratta di un grande successo del sistema oggi, anche grazie alle campagne social, più in grado di un tempo di definire comportamenti o personalità pericolose e di curare l'atteggiamento scorretto non appena questo si manifesti. Il problema, però, è che questo discorso non include un lavoro di formazione su famiglie sempre più scettiche del sistema formativo e, quindi, più aggressive verso professori percepiti come poco preparati, precari e inadeguati.

La perdita di prestigio dell'istituzione scolastica

Fino a un paio di decenni fa nessun genitore si sarebbe mai sognato di mettere in dubbio il ruolo del maestro o del professore e c'era un grande rispetto e distinzione delle funzioni che, pur mantenendo sfere differenti, andavano a collaborare nel progetto di crescita del minore.

Ultimamente, però, è venuta meno la fiducia nella scuola e l'istituzione stessa ha perduto prestigio sociale. Questo ha come conseguenze (nei casi più estremi) gli episodi di bullismo ai danni del corpo docente capro espiatorio di un'insoddisfazione generazionale ben più radicata.

Quello che servirebbe per fermare questa spirale di perdita di valore che porge il fianco alla possibilità di ferire e danneggiare fisicamente coloro che la scuola rappresentano (docenti, dirigenti scolastici, etc) sarebbe una rifondazione totale dell'istituto scolastico con un ripensamento politico e culturale della funzione che la scuola dovrebbe avere nella società.

A dirlo è stato, ancora una volta il Presidente Mattarella che con le sue parole ha cercato di virare il timone della direzione in cui sta andando il sistema scolastico con un chiaro messaggio all'esecutivo di governo. "Rendere il sistema scolastico migliore - ha sbottatto il Presidente - più forte sul piano culturale e formativo, più aperto alla società e al lavoro, è un compito anzitutto delle istituzioni.

Ma a questo impegno tanti sono chiamati a concorrere nella società, tutti in realtà. La scuola è un patrimonio comune e come tale va curato. La scuola è anche una cartina al tornasole, un barometro della nostra concreta condizione di giustizia, di libertà, di uguaglianza tra le persone".

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