Anche per la scuola inizia la fase 2
Anche per la scuola inizia la fase 2
Cronaca

Anche per la scuola inizia la fase 2

Consigli per finire bene l'anno scolastico: 2. La parola chiave è lungimiranza.

Pillole bisettimanali per aiutare studenti (e famiglie) a restare motivati con la didattica a distanza. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Il mercoledì e la domenica, alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per concludere al meglio la scuola.

La fase 2 dell'emergenza Covid-19 non è ancora iniziata, e tutti speriamo che sia in cantiere e che porti salute e libertà, nel frattempo però potremmo già dire che per le scuole la fase 2 inizia proprio in questi giorni, dopo le vacanze pasquali.

Sono stati giorni di disconnessione, di riappropriazione di alcuni momenti familiari più canonici, come il pranzo di Pasqua, senza computer accesi in ogni momento, in ogni stanza, con il bisogno impellente di connettersi per ogni componente della famiglia, per scuola o per lavoro.

Fase 2 per la scuola significa vedere il traguardo. In tempi normali, saremmo ai nastri di partenza di sette settimane decisive per chi vive la scuola sul filo del rasoio, per chi prova a scongiurare un debito estivo, per chi punta ai massimi voti, per chi va alla caccia di un credito scolastico in più, per chi prepara la recita di fine anno, di fine ciclo, per chi va verso un esame, di terza media o di maturità. Per tutti, insomma.

Beh, lo spirito deve essere lo stesso. Il decreto porterà tutti alla classe successiva, senza il «sei politico» ma tenendo conte dell'impegno e dei risultati anche di questi tempi di didattica a distanza. La scuola si troverà a scrutinare milioni di studenti seguendo una modalità nuova e frutto dell'emergenza. La sostanza è che tutti saranno promossi.

Ecco allora che la fase 2 è assai delicata, per la motivazione da tenere alta e per i ritmi, che dopo la sbornia della novità e le resistenze più o meno convinte, ora devono essere sostenibili, frutto di due mesi di esperienza e capaci di garantire impegno e serenità.

La parola chiave della fase 2 della scuola deve essere lungimiranza, affinchè la fase 3, quella del rientro in aula, possa essere di ripartenza, colmando lacune comuni, e non di ricostruzione partendo da situazioni tutte differenti e didatticamente critiche. Così, la scuola dovrà proporsi degna di essere vissuta, frequentata e svolta anche senza il timore della bocciatura. Allo stesso tempo ogni studente dovrà pensare che questo periodo terminerà e che oggi si sta costruendo il rientro in aula, che non dovrà essere un trauma, ma la continuazione di un percorso intrapreso a distanza e durato mesi.

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