Cronaca

Gli scontri a Torino contro il vertice sul lavoro

Finisce tra lacrimogeni, feriti e fermati la manifestazione della Fiom. Ma il segretario Landini non ci sta: "Noi dobbiamo unire, non dividere"

corteo-studenti-torino

Redazione

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Il bilancio nella tarda mattinata era di 5 fermati e 3 poliziotti feriti. A Torino, nel giorno della manifestazione contro il Vertice europeo sul lavoro, organizzata dalla Fiom, le cose non sono andate proprio come lo stesso segretario del sindacato avrebbe voluto. C’è stato prima lo scoppio di bombe carta che hanno generato ferite alle gambe e ai piedi a alcuni dei presenti, poi un blitz di antagonisti a volto coperto che, rimosse le transenne davanti al Teatro Regio, hanno iniziato a scagliare pomodori verso le forze dell’ordine che hanno ricambiato con alcuni lacrimogeni.
Insomma, il caos, come mostrano queste immagini:

 

"Non permetteremo a nessuno di rovinare questa manifestazione dei lavoratori della Fiom" ha detto dal palco del comizio, in Piazza Castello, il segretario provinciale della Fiom torinese, Federico Bellono. "Questa manifestazione non è la fine ma l'inizio della nostra azione e nessuno deve rovinarla. Il numero delle persone coinvolte nei disordini era irrisorio: 50 o 100 al massimo, di fronte a migliaia di lavoratori. Siamo in una fase in cui ci saranno molte iniziative sindacali, è necessario che si gestiscano nel modo migliore possibile".

Dello stesso tono l’intervento del segretario della Fiom, Maurizio Landini: “Dico a chi in fondo alla piazza scioccamente va contro le forze dell'ordine che noi dobbiamo unire e non dividere il Paese”.


Non ci fermeremo, non succederà come è successo per le pensioni che si fanno 3 ore di sciopero e poi si allargano le braccia Maurizio Landini - segretario generale Fiom

Ed è poi entrato nel merito della manifestazione: "Ai ministri del lavoro europei che si riuniscono oggi a Torino vogliamo dire una cosa molto precisa: in Europa ci sono 5 milioni di disoccupati, c'è il rischio di chiusura di fabbriche e licenziamenti. Bisogna cambiare subito le politiche che si fanno in Europa, rompere i vincoli stupidi, rimettere al centro il lavoro. Noi stiamo facendo sul serio, non ci fermeremo, non succederà come è successo per le pensioni che si fanno 3 ore di sciopero e poi si allargano le braccia". Lo ha detto Maurizio Landini nel suo intervento conclusivo della manifestazione a Torino in Piazza Castello. "Noi intendiamo andare avanti - ha detto - nelle piazze, nelle fabbriche, nel Paese - ha aggiunto - perchè Renzi la maggioranza del Paese non ce l'ha".

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