Vuoi sparire come Corona? Ecco come

Società e privati offrono pacchetti 'tutto compreso' per darti una vita nuova all'estero

Vuoi sparire nel nulla?Ecco come si fa

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Nadia Francalacci

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Fabrizio Corona non si trova. O almeno non ancora ufficialmente. I magistrati però sembrano essere stati informati dagli investigatori dell'attuale posizione del fotografo dei vip e persino del mezzo che avrebbe utilizzato per lasciare l’Italia.

Proprio per questo motivo, secondo la Procura generale, e' difficile che Corona decida di tornare per costituirsi e sicuramente non in tempi brevi. Infatti, nelle scorse ore e' stato spiccato nei suoi confronti il mandato di arresto internazionale.

Ma pendenze giudiziarie o no, quanto è difficile far perdere le proprie tracce? Abbandonare la propria città, il lavoro e soprattutto gli affetti è davvero così semplice?
Panorama.it ha intervistato un investigatore privato che conosce i metodi di “fuga”.

Dino Paladino, investigatore privato agenzia Mizar di Torino, si può sparire nel nulla?
Certo, è possibile ma occorre avere una grossa disponibilità economica. La latitanza è molto, molto costosa ovunque si scelga di farla in Italia oppure all’estero.

Che cosa occorre fare e che cosa non si deve fare per lasciare tracce dietro di sé?
Chi vuole sparire nel nulla non deve assolutamente far uso della tecnologia. Oggi è tutto informatizzato quindi qualsiasi movimento su una piattaforma internet lascia una traccia attraverso la quale è possibile risalire alla persona. Dunque sono off limits: internet, bancomat, carte di credito.  

E i social network.. Come si deve comportare un uomo che vuole sparire nel nulla? Deve chiudere facebook, twitter e Co?
Non necessariamente. Anzi può lasciarli attivi ma non deve mai più aggiornarli oppure semplicemente entrarvi. In sostanza deve dimenticarsene perché anche in quel caso, è possibile essere rintracciati attraverso un semplice accesso.

Per ricostruirsi una vita altrove, quali sono i passaggi da fare?
Documenti falsi, nuovi contratti telefonici. Questo è il primo step. In questo caso però occorre fare una distinzione: se uno decide di lasciare il Paese perché ha pendenze giudiziarie oppure semplicemente perché vuole lasciarsi alle spalle un passato. Ad esempio nel primo caso dopo essersi procurato documenti falsi occorre pianificare una fuga in un paese che non permette l’estradizione. Esempio quelli del Sudamerica. Nel secondo caso è molto più semplice ma comunque valgono tutte le regole fin’ora dette.  

Torniamo a parlare di soldi. Per rintracciare chi sparisce nel nulla solitamente gli investigatori tendono a seguire la scia lasciata dai soldi oppure nel caso dei latitanti mafiosi, quella lasciata dai familiari o dai movimenti bancari di quest’ultimi…Si possono spostare i capitali senza dare nell’occhio? E se sì, in che modo?
Certo, è semplice. Persino le modalità sono quasi elementari. Per spostare denaro all’estero si possono utilizzare società cartiere ovvero società fittizie create ad hoc. In questo modo si riesce a dirottare liquidità in paradisi fiscali, quelli inseriti nelle black list,dove è praticamente impossibile rintracciare il titolare del contocorrente.  

Per pianificare una latitanza quanto tempo occorre?
Dipende, il tempo può variare da un paio di mesi ad una settimana. La variabile è data dalla conoscenza dell’ambiente di cui dovremmo servirci per la fuga. Esempio, se il futuro latitante conosce chi può procurargli documenti falsi e nuovi contratti telefonici esempio con operatori telefonici esteri, può raggiungere il suo obiettivo in un paio di settimane forse anche meno.  

Allontanarsi utilizzando aeroporti privati, scali minori è più semplice? Possono consentire una fuga più sicura oltre che rapida?
Certamente, aeroporti privati e navi. Queste possono essere le soluzioni più veloci e sicure per far perdere le proprie tracce. Solitamente però la latitanza si sviluppa in due step: le prime settimane o i primi giorni nel luogo dove è sempre vissuto, nelle vicinanze o comunque in Italia e poi la fuga verso l’estero.  

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