Sardegna Tax free: intervista a Cappellacci

Il presidente della Sardegna ha consegnato all'Ue i documenti per il riconoscimento della zona franca - la delibera - cosa cambia davvero -

Sardegna Tax free: consegnati i documenti a Bruxelles

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Nadia Francalacci

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“Lunedì scorso ho consegnato personalmente a Bruxelles tutta la documentazione per la modifica dell’articolo 3 del Regolamento comunitario n. 450 del 2008 che avrà come conseguenza l’inserimento ufficiale della Regione Sardegna tra i territori extra–doganali d’Italia”.

È soddisfatto il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, che lo scorso 7 febbraio ha deliberato l’attivazione della zona franca su tutto il territorio dell’isola, comprese le isole minori. E adesso quella decisione così “rivoluzionaria” presa per cercare di arginare la crisi economica che ha messo in ginocchio il turismo, il commercio, l’agricoltura e le aziende presenti sul territorio, è finita sul tavolo della Commissione europea.  

“La questione della nostra isola, oggi in crisi, ma storicamente svantaggiata anche dalla sua posizione insulare, adesso è in primo piano anche a livello europeo – spiega a Panorama.it il presidente Cappellacci - e sfrutterò il mio ruolo di presidente della Commissione Isole della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime dell’Unione Europea per ribadire l’importanza di questa trasformazione e la necessità di attivare la zona franca per non far morire l’isola”.

Appellandosi al Trattato di Lisbona che prevede l’impegno dell’Unione Europea nel ridurre il divario economico e sociale tra le regioni e al Decreto legislativo 75 del 1998 che permette alle Regioni a Statuto speciale di diventare “zona franca” al pari di Livigno o Campione d’Italia, 240 amministrazioni comunali sarde hanno deliberato in sede di consiglio comunale la loro volontà a trasformarsi in piccoli “paradisi fiscali”.

'La Sovranità appartiene al popolo’, recita l’articolo 1 della nostra Costituzione della Repubblica Italiana- continua  Cappellacci – di conseguenza la delibera che ho firmato non è altro che l’aver dato corso alle volontà delle comunità locali”.

Ma la documentazione che il presidente Cappellacci ha consegnato a Bruxelles è stata inviata anche alle Dogane. Infatti gli abitanti dell'isola stanno aspettando proprio la ratifica ufficiale ovvero il riconoscimento dalle Dogane per tagliare i prezzi e far sparire le accise sul carburante.

Ma come cambierà l’economia dell’isola con l’attivazione della “zona franca”?
“Questa decisione di rendere la Sardegna “territorio tax free” ci permetterà di compensare lo svantaggio della nostra natura insulare e di evitare lo spopolamento dell’isola. Non solo. La nostra posizione geografica nell’ambito del Mediterraneo ci colloca quasi più vicini all’Africa che non all’Italia e questo in futuro potrà rivelarsi molto vantaggioso considerando le potenzialità economiche dei Paesi nordafricani”.

Il progetto di rilancio della giunta regionale inserisce l'isola nel quadro della crisi che sta colpendo tutta l'area mediterranea. “La Sardegna diventerà una piattaforma logistica fondamentale per gli scambi economici tra i Paesi che si affacciano sul mediterraneo - dice Cappellacci - e si trasformerà anche in terreno appetibile per il posizionamento delle attività industriali e commerciali. In questi anni abbiamo assistito inermi alla delocalizzazione di moltissime aziende sarde in Paesi dove la tassazione era più favorevole e il prezzo dei carburanti più basso. Adesso con questa delibera le aziende che hanno delocalizzato la produzione potranno rientrare, quelle presenti ma in sofferenza non saranno più costrette a chiudere o a pensare all’estero come ultima soluzione e molte altre potranno avvicinarsi al nostro territorio”

Tra i problemi da risolvere per dare slancio all’economia della Sardegna, rimane quello dei trasporti.

“I prezzo dei traghetti da e per l’isola ha penalizzato fortemente i nostri operatori turistici e anche i commercianti già gravati dalla crisi - conclude il presidente Cappellacci- per questo abbiamo istituito la Saremar Flotta Sarda che già lo scorso anno, con due tratte Vado Ligure- Olbia e Civitavecchia- Olbia è stata una valida alternativa alle compagnie di navigazione tradizionali. Anche per la Saremar siamo in attesa di ottenere il via libera da parte dell’Unione europea che ci permetterà di potenziare ulteriormente questo servizio che già oggi offre la possibilità di raggiungere la nostra isola con prezzi davvero vantaggiosi. Abbiamo già stanziato i fondi per poter investire sul potenziamento di questo servizio”.

Un percorso quello della zona franca in Sardegna che ormai si può definire quasi in ‘dirittura d’arrivo’ considerando che già nel 2001, la Direzione Regionale dell’Agenzia delle Dogane si era espressa, proprio in base al Decreto legislativo 75 del 1998, a favore dell’individuazione dell’intero territorio dell’isola della Sardegna come zona franca extraterritoriale proprio per la particolare posizione geografica.  
         

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