Sardegna Tax free: addio anche all'Irap

In attesa dell'attuazione della delibera che renderà zona franca l'intera Regione Sardegna, la giunta Cappellacci ha tagliato anche l'Irap.  

Sardegna Tax Free: adesso dice addio anche all'Irap

– Credits: Web

Nadia Francalacci

-

Dopo aver detto addio all’Iva, la Regione ha tagliato anche l’Irap. In attesa che la Sardegna diventi a tutti gli effetti territorio "tax free", la Regione ha tagliato anche l'Imposta regionale sulle attività produttive del 70%.
Con una delibera la Giunta Cappellacci ha fatto un altro passo “rivoluzionario” per sollevare l’economia del territorio. Il prossimo 24 giugno 2013 la Regione Autonoma della Sardegna sarebbe dovuta diventare a tutti gli effetti zona franca, ovvero, la prima regione d’Italia con lo stesso regime fiscale di Livigno. Ma la modifica del regolamento doganale, necessaria affinché il regime fiscale possa entrare in vigore ufficialmente, è slittata dal 24 giugno al 1 ottobre 2013. Dunque altri quattro mesi di attesa per la Sardegna che più di altre regioni d’Italia soffre sia per crisi economica che per i rincari incontrollati dei prezzi dei traghetti.

La decisione di dire addio all’Iva è stata presa dalla Giunta regionale con Delibera del 7 febbraio 2013, la quale stabilisce l’attivazione del regime doganale di zona franca estesa a tutto il territorio regionale, comprese le isole minori
“E’ una svolta epocale per il nostro territorio resa possibile dai presupposti normativi del Trattato di Lisbona- spiega Cappellacci  a Panorama.it - che prevede l’impegno dell’Unione Europea nel ridurre il divario economico e sociale tra le regioni, in base al Decreto legislativo 75 del 1998 e ai sensi dell’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana”.

“L’istituzione della zona franca ci consentirà di compensare lo svantaggio relativo alla natura insulare della nostra regione, di limitare il fenomeno dello spopolamento dell’isola e di mantenere la pace sociale- continua- ma in attesa che si possa realizzare pienamente la tax free, l’amministrazione regionale ha deciso di favorire ulteriormente l’economia compiendo un altro passo: tagliare l’Irap del 70%”.

L’istituzione della zona franca trasformerà la Sardegna nella “Svizzera d’Italia” e permetterà il rifiorire dei piccoli commercianti e soprattutto dell’edilizia. Ma se da un lato ci sarà il rilancio dell’economia dall’altro il taglio delle accise, dell’Iva e di parte dell'Irap non inciderà negativamente sui bilanci delle amministrazioni locali? Secondo il governatore Cappellacci, non sarà così.

“Con l’istituzione della zona franca la Regione dovrà rinunciare ai 9 decimi degli introiti percepiti attualmente dall’ Iva e accise-  spiega il presidente – ma questo non ci preoccupa affatto perché siamo convinti che l’economia avrà un slancio tale che la Regione non potrà che beneficiarne”.

Ma proprio il 24 giugno, data scelta dalla giunta regionale per l’inizio della zona franca, la Regione ha organizzato a Roma una manifestazione alla quale parteciperanno tutti i sindaci sardi. L’obiettivo sarà quello di portare l’attenzione del Governo sull’iniziativa e quello di aprire un dibattito sull’importanza “epocale” della scelta fatta dalla Sardegna.

“L’Italia e l’Unione europea devono capire e riflettere sull’importanza di questa decisione- conclude Cappellacci -  perché la Sardegna diventerà una piattaforma logistica fondamentale per gli scambi economici tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e per quelli africani in via di sviluppo. Ma si trasformerà anche in terreno appetibile per il posizionamento delle attività industriali e commerciali”

Negli ultimi anni la Sardegna ha assistito inerme alla delocalizzazione di moltissime aziende sarde in Paesi dove la tassazione era più favorevole e il prezzo dei carburanti molto più basso. Con quest’ultima delibera sull’Irap e l’attuazione della tax free, la Sardegna si augura che le aziende che hanno delocalizzato la produzione in passato potranno rientrare; quelle presenti ma in sofferenza non saranno più costrette a chiudere o a pensare all’estero come ultima soluzione e molte altre, anche straniere, potranno avvicinarsi al territorio.

© Riproduzione Riservata

Commenti