Redazione

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''A Roma ci sono rifiuti quasi ovunque'' e i politici ''continuano a promettere - e falliscono - di tenere il problema sotto controllo''. Lo ha scritto il 9 maggio sulle pagine del New York Times il columnist Frank Bruni, autore di un editoriale dal titolo The Filthy Metaphor of Rome ("La sporca metafora di Roma").

''La situazione'' dei rifiuti ''è peggiore del solito e più deprimente che mai, perché i romani hanno eletto lo scorso anno un giovane sindaco di un nuovo e giovane partito politico che si era impegnato a cambiare le cose. Quasi 11 mesi dopo, non ha fatto quasi nulla del genere'' vi si legge ancora.

Bruni evidenzia il contrasto presente in città tra i monumenti tirati a lustro e la onnipresente spazzatura. I rifiuti ''sono la prima cosa che i romani nominano a chi gli chiede della loro città in questi giorni. Ma anche la seconda e la terza'' si legge nel pezzo, che cita Massimiliano Tonelli, fondatore del sito "tristemente noto come" Roma Fa Schifo, secondo cui la situazione è ''tragica. Nessun altro Paese europeo ha la sua capitale in queste condizioni''.

Tonelli, riporta l'editoriale, si lamenta del contrasto fra i monumenti splendenti per turisti mentre Roma puzza per i cittadini. Una contraddizione che ricorda costantemente agli italiani che ''il settore pubblico è inefficiente e disorganizzato mentre quello privato funziona meglio''.

Il New York Times si spinge oltre, chiarendo che il problema ''Non sono solo i rifiuti. È la profusione di venditori ambulanti senza licenza nelle strade. Gli irregolari trasporti pubblici. La corsa a ostacolo delle auto parcheggiate dove non dovrebbero essere parcheggiate''.

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