Cronaca

Roma, rapine e violenza: manette a "er Gnappa", ex Banda della Magliana

Arrestato questa mattina dai carabinieri l'ex boss, Manlio Vitale. Con lui sono finiti in carcere 24 persone

Nadia Francalacci

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"Er Gnappa" individuava, pianificava e dava l’ok su quando colpire. Manlio Vitale, detto "er Gnappa" e considerato esponente di spicco della Banda della Magliana, era ancora operativo. C’era lui a capo di un’organizzazione criminale che terrorizzava, nei mesi scorsi, la Capitale con efferate rapine all’interno di abitazioni.

Alle prime luci dell'alba, i carabinieri del Comando provinciale di Roma, infatti hanno eseguito 24 arresti disposti dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di altrettante persone, tutte indagate a vario titolo dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di efferate rapine in abitazioni, furto, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco.

Per neutralizzare la banda de ‘er Gnappa’, ex boss della banda della Magliana, sono stati impiegati oltre 200 carabinieri che con l'ausilio di unità cinofile e di un elicottero, hanno eseguito non solo gli arresti ma anche decine di perquisizioni e sequestri in tutta la provincia di Roma. I carabinieri stanno sequestrato anche quattro lussuosi appartamenti e sei veicoli riconducibili al boss Manlio Vitale.

Ma chi è "Er Gnappa"?

Per ricordarsi di lui non bisogna risalire troppo indietro negli anni e ritornare proprio all’epoca della Banda della Magliana. Di lui, Manlio Vitale, si è parlato meno di sei anni fa. Era l’ottobre 2010 quando er gnappa, viene arrestato assime ad altre sei persone per un assalto ad un caveau milionario di un istituto di credito in pieno centro a Caserta.

'Er Gnappa' era tra gli specialisti del buco. Infatti, per il colpo grosso erano scesi in campo i più noti esperti romani, conosciuti negli ambienti della malavita organizzata come "cassettari". Con loro anche Manlio Vitale, all’epoca aveva 61 anni, amico di De Pedis e collaboratore del boss Abbatino. In quell’occasione la Polizia li sorprese al lavoro, mentre foravano la parete in cemento armato

Manlio Vitale in una foto di archivio. ANSA/GIUSEPPE GIGLIA – Credits: Ansa

Un curriculum da criminale 

Ma er gnappa non ha mai smesso di delinquere e la sua carriera criminale è iniziata oltre 45 anni fa. Nel suo curriculum ricettazione di preziosi, droga, rapine, sequestri e omicidi.

Nei primi anni di vita della banda che terrorizzò la capitale fra la fine degli anni '70 e la meta' degli anni '80, Vitale, secondo il pentito Abbatino, era soprattutto un acquirente di partite di droga, che poi smerciava nelle zone dell'Ostiense e della Garbatella, dov'era nato e dove aveva la base operativa.

Ma Vitale era maestro nella ricettazione di preziosi e questo che gli servì per arrivare ai vertici della banda della Magliana.

Secondo quanto raccontò Abbatino, Vitale aveva preso parte, l'11 novembre del '77, anche al sequestro del duca Massimiliano Grazioli.

Dalla droga agli omicidi

Arrestato nel '78, '80 e '85, secondo un altro pentito, Vitale fu coinvolto nell'omicidio di un componente della banda, Amleto Fabiani. Il suo nome fu fatto anche per altri due omicidi, quello di un altro appartenente alla banda, Massimo Barbieri, e di una guardia giurata, Umberto Bozzolen.

Nel '95 gli furono sequestrati beni per 20 miliardi di lire, tra cui appartamenti in Costa Smeralda, negozi e societa' a Roma e auto di grossa cilindrata.

Latitante per due anni in Corsica, nel 1996 fu estradato in Italia e nel '99 gli fu notificata in carcere l'imputazione di usura perchè continuava da Rebibbia "l'attività" servendosi della moglie e di uno dei figli.

Nel 2000 fu accusato di essere uno dei mandanti del furto nelle 147 cassette di sicurezza nel caveau della Banca di Roma della cittadella giudiziaria di piazzale Clodio nella capitale.


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