Riina jr da Vespa, Agcom richiama la Rai

Il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni scrive al direttore Campo Dall'Orto: "Unilateralità di molte fasi dell'intervista"

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Il conduttore di "Porta a porta", Bruno Vespa, durante il lancio della puntata dove andrà in onda l'intervista a Salvo Riina, figlio del boss della mafia siciliana Totò Riina, Roma, 06 aprile 2016. – Credits: ANSA/CLAUDIO PERI

Redazione

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Un "fermo richiamo" alla Rai per la puntata di Porta a porta che lo scorso 6 aprile ha ospitato Salvo Riina, figlio del boss mafioso Totò Riina: è quanto ha deciso il Consiglio Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni) nella seduta del 19 aprile, come spiega il presidente dell'Autorità Angelo Marcello Cardani in una lettera al dg della tv pubblica Antonio Campo Dall'Orto, pubblicata dal sito della Stampa. Nella missiva, in particolare, si segnala la "censurabile unilateralità di molte fasi dell'intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio", che ha "pregiudicato" la "completezza delle informazioni".

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L'intervista a Riina Jr, a giudizio dell'Agcom - che si è mossa sulla base di un esposto presentato da Michele Anzaldi (Pd) - presenta "criticità quanto alla modalità e alla contestualizzazione della stessa, nonché alla complessiva caratterizzazione del personaggio intervistato". L'intervista, spiega Cardani, "ha avuto il pregio di offrire allo spettatore l'occasione di riflettere sul fenomeno della criminalità mafiosa anche da un punto di vista diverso rispetto a quelli usuali", tuttavia "avrebbe dovuto curare con la dovuta attenzione alcuni aspetti cruciali quali ad esempio una più esauriente ricostruzione delle biografie del personaggio intervistato e delle altre persone citate e una più rigorosa contestualizzazione storica dei fatti".

"Al contrario - sottolinea il presidente dell'Autorità - la censurabile unilateralità di molte fasi dell'intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio, e con le reticenze e le omissioni dell'intervistato lasciate senza sostanziali repliche idonee a fornire al telespettatore una rappresentazione veritiera e completa, hanno pregiudicato in particolare la completezza delle informazioni in ordine ai fatti di cronaca oggetto di narrazione e alle conseguenze che ne sono scaturite in ambito giudiziario, nonché posto oggettivamente in secondo piano quel valore irrinunciabile che e' il rispetto della sensibilità degli spettatori e, primo fra tutti, del dolore dei parenti delle vittime di mafia". Di qui il "fermo richiamo" alla Rai, invitata ad "adeguarsi, per il futuro, in modo rigoroso, all'indirizzo interpretativo" indicato nella lettera, per assicurare "il più rigoroso rispetto dei principi sanciti dall'ordinamento e dal vigente contratto di servizio, con specifico riferimento alla completezza e alla lealtà dell'informazione". (Ansa)

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