Cronaca

Valanga all'hotel Rigopiano: chi sono i nuovi indagati

Avvisi di garanzia ai governatori della regione Abruzzo, in carica dal 2005 a oggi, e agli assessori regionali con delega alla protezione civile

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Simona Santoni

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Scosse di terremoto, la valanga il 18 gennaio 2017 travolge l'Hotel Rigopiano a Farindola; 29 morti tra clienti e personale del resort, 11 superstiti, alcuni dei quali strappati dopo ore alla trappola di macerie, ghiaccio e neve.

A distanza di quasi un anno e quattro mesi dalla tragedia che sconvolse l'Abruzzo, la Procura di Pescara iscrive nuovi nomi nel registro degli indagati. Con le ipotesi di reato di omicidio, lesioni in merito e disastro colposo, sono indagati i governatori della Regione Abruzzo, in carica dal 2005 a oggi, e i quattro assessori regionali con delega alla protezione civile succedutisi negli ultimi dieci anni, dal 2007 a oggi.

I nuovi iscritti al registro degli indagati

Ecco chi sono i nuovi iscritti nel registro degli indagati. 

  • Luciano D'Alfonso. Attuale presidente della Regione Abruzzo, in carica dal 26 maggio 2014, senatore dal 23 marzo 2018.

  • Gianni Chiodi. Ex presidente della Regione Abruzzo, in carica dal 2009 al 2014.

  • Ottaviano Del Turco. Ex presidente della Regione Abruzzo, in carica dal 2005 al 2008.


  • Mario Mazzocca. Sottosegretario alla presidenza della giunta D'Alfonso. Assessore regionale con delega all'ambiente e alla protezione civile ora in carica. 

  • Gianfranco Giuliante. Assessore a pianificazione, tutela e valorizzazione del territorio e protezione civile della Regione Abruzzo dal 2011 al 2014. 

  • Daniela Stati. Assessore regionale con delega alla protezione civile dal 2008 al 2010.

  • Tommaso Ginoble. Assessore regionale a protezione civile, trasporti e politiche regionali per la mobilità sostenibile nella giunta di Ottaviano Del Turco.

Insieme a loro, per le vicende che riguardano la mancata realizzazione della Carta Valanghe, ci sono anche funzionari regionali.

I precedenti indagati

Prima di questa nuova ondata di avvisi di garanzia, erano 23 gli indagati per la tragedia del Rigopiano.

Tre mesi dopo la tragedia, nell'aprile 2017, i primi ad essere iscritti nel registro degli indagati furono il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, il tecnico comunale Enrico Colangeli, il gestore dell'albergo e amministratore e legale responsabile della società "Gran Sasso Resort & Spa" Bruno Di Tommaso, il dirigente del servizio di viabilità della provincia di Pescara Paolo D'Incecco, il responsabile del servizio di viabilità della provincia di Pescara Mauro Di Blasio.

A questi nomi il 23 novembre 2017 se ne erano aggiunti altri 17: Francesco Provolo, ex prefetto di Pescara; Leonardo Bianco e Ida De Cesaris, rispettivamente ex capo di gabinetto e dirigente della Prefettura del capoluogo adriatico; Pierluigi Caputi, direttore dei Lavori pubblici fino al 2014; Carlo Giovani, dirigente della Protezione civile; Sabatino Belmaggio, responsabile del rischio valanghe fino al 2016; Vittorio Di Biase, direttore Dipartimento opere pubbliche fino al 2015, e Emidio Rocco Primavera, direttore del Dipartimento opere pubbliche; Giulio Honorati, comandante della Polizia provinciale di Pescara; Tino Chiappino, tecnico reperibile secondo il piano di reperibilità provinciale. 

E ancora: gli ex sindaci di Farindola Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico; il tecnico geologo Luciano Sbaraglia; l'imprenditore che chiese l'autorizzazione a costruire l'albergo, Marco Paolo Del Rosso; il direttore della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi; il redattore della relazione tecnica allegata alla richiesta della Gran Sasso spa di intervenire su tettoie e verande dell'hotel, Giuseppe Gatto; il consulente incaricato da Di Tommaso per adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni, Andrea Marrone.


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