Rapine, sgominata la banda del machete, si addestrava nei boschi - Foto

Il gruppo si era dato regole rigidissime: preparazione paramilitare in condizioni estreme, niente alcol e niente cellulari

rapinatori-milano

Un frame dal video della Polizia di Stato mostra in azione la banda di rapinatori arrestati il 26 novembre 2015

Redazione

-

La Polizia di Stato, in meno di un anno di indagini, ha individuato tutti i responsabili della rapina all'orologeria "Pisa" commessa l'1 dicembre 2014 a Milano. Lo ha reso noto la Questura di Milano. Allora otto uomini a volto coperto, armati di pistole, asce e machete, avevano fatto irruzione nell'esercizio, in pieno Quadrilatero della moda, portando via orologi per un valore di oltre 800mila euro. Uno dei malviventi era stato bloccato dalle guardie giurate e arrestato.

 

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Enrico Pavone e svolte in stretta cooperazione con le autorità romene, hanno portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di altri 6 presunti esecutori (l'ottavo è infatti minorenne) nonché di colui che, dalla Romania, li ha reclutati, addestrati e ha organizzato la rapina.

I componenti della banda si chiamavano "soldati" tra loro, e si erano dati una preparazione quasi paramilitare. Erano stati reclutati tutti in Romania dal capo della banda, un 38enne che non lasciava mai il Paese. "Erano tutti giovanissimi, al massimo poco più che ventenni - raccontano gli investigatori - Trascorrevano 4-5 mesi in un'area boschiva della Romania dove ricevevano un addestramento paramilitare che comprendeva abituarsi a dormire in condizioni estreme, vivere al freddo in tenda, esercitarsi all'esecuzione della Rapina".

L'organizzazione gestiva diversi gruppi che partivano per colpire gioiellerie in tutta Europa. Per quella di Milano  la banda di otto rapinatori è arrivata in città con un pullman per non lasciare tracce, ha dormito tre giorni in tenda in un'area boschiva in zona Rogoredo durante i sopralluoghi e dopo il colpo è ripartita subito. "La preparazione non era solo fisica ma anche psicologica - spiegano dalla Mobile - Dovevano rispettare un decalogo ben preciso nei giorni precedenti alla Rapina. Tra cui: non bere alcolici, non andare con donne, non lasciare tracce su internet, non usare cellulari, non denunciare mai un compagno/soldato". (ANSA).

© Riproduzione Riservata

Commenti