Ragazza del Lago, il fidanzato arrestato ha poche chances

Ecco perché, due anni dopo la morte, Marco Di Muro è stato arrestato per l'omicidio di Federica

Morta lago Bracciano, arrestato fidanzato per omicidio

L'arresto di Marco Di Muro, il fidanzato di Federica Mangiapelo, la ragazza trovata morta nel lago di Bracciano (Roma) la notte di Halloween del 2012, Roma, 12 dicembre 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Carmelo Abbate

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Federica Mangiapelo era stata trovata morta sulla riva del lago di Bracciano all’alba del primo novembre 2012. All'epoca, il fidanzato Marco Di Muro era stato indagato per omicidio volontario, i carabinieri avevano raccolto una serie di indizi contro di lui, che raccontava di averla accompagnata in macchina quella notte e di averla lasciata poco lontano da casa dopo l’ennesimo litigio per motivi di gelosia.

Tutto il quadro investigativo sembrava convergere contro Di Muro, fino a quando la perizia effettuata sul corpo della sedicenne aveva stabilito che la causa del decesso non era l’annegamento, ma la miocardite, ovvero una infiammazione del muscolo cardiaco che può avere origine virale, anche da un banale raffreddore.

Ora, a distanza di due anni, è arrivata la svolta: una nuova perizia fatta da un collegio nominato dal giudice per le indagini preliminari ha stabilito che la morte è stata dovuta ad annegamento. La certezza è ricavata dalle diatomee trovate in grandi quantità nel cervello, circostanza che dimostra come le alghe abbiano circolato nel corpo fino al momento del decesso. Fra l’altro, Federica era un’esperta nuotatrice, difficile potesse morire in venti centimetri di acqua.

Cambiato il responso medico legale, Marco Di Muro è stato subito messo agli arresti domiciliari. Contro di lui una serie di indizi schiaccianti. L’uomo dice che quella notte è tornato a casa verso le 2,30, invece la telecamera di una stazione di servizio lo inquadra mentre fa benzina alle 2.34. Al rientro a casa ha gli abiti bagnati e li lascia da lavare alla madre con un biglietto: “O a mano o in lavatrice, basta che li lavi”. Racconta di averli bagnati al bar, ma l’amico che era con lui lo smentisce. Quando i carabinieri vanno a casa sua la mattina dopo, lo trovano a lavare la macchina nonostante la pioggia. Di Muro consegna ai militari un cellulare diverso, mentre quello che aveva la sera prima lo ha smontato e nascosto dietro il davanzale della sua camera. Stessa storia con le scarpe, dà ai carabinieri un paio da ginnastica bianche invece degli scarponi neri che aveva addosso quella notte.

Il punto di questa storia non è Di Muro, da un punto di vista probatorio la sua situazione appare totalmente compromessa. Non saranno le sue parole a determinare l’esito del processo, ma quelle che arriveranno dal corpo di Federica. Se la causa di morte rimane l’annegamento, allora la strada giudiziaria del fidanzato è tutta in salita.

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