Cronaca

Cantone: "Non è vero che all'Anac ci sono dirigenti entrati con concorsi dichiarati nulli"

Il presidente dell'Autorità anticorruzione risponde a un articolo pubblicato da Panorama.it il 7 novembre: "Il Consiglio di Stato ha revocato una precedente sentenza di nullità"

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Pubblichiamo questa "lettera al direttore" inviata dal presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone:

Gent.mo direttore,
ho letto l’articolo di Stefano Caviglia dal titolo “La rivolta dei dirigenti (sulla carta) della pubblica amministrazione” e, senza alcun intento polemico ma nella sola prospettiva di fare chiarezza, vorrei poter dare alcune precisazioni nella parte che ci riguarda.

In premessa, ci tengo a rappresentare che sono stato nominato presidente dell’Anac nell’aprile 2014 e quell’autorità che, pure esisteva fin dalla fine del 2012, è stata di fatto, nella sua struttura, integralmente modificata nel giugno di quello stesso anno, a seguito del cd decreto Madia (d.l. 90/2014), attraverso la “incorporazione” di un’altra autorità, quella della vigilanza sui contratti pubblici (AVCP), che veniva contestualmente soppressa.

L’Anac, che originariamente non aveva un ruolo organico e operava con pochissime unità provvisoriamente comandate da altre amministrazioni (una ventina!), ha di conseguenza ereditato la struttura amministrativa (ed i dipendenti) della ex AVCP (quasi 300 persone con varie qualifiche).

Come era imposto dal decreto, bisognava procedere ad una complessa operazione di "fusione", approvando un piano di riordino che comportasse anche un cospicuo risparmio del 20% delle spese di funzionamento.

Il piano di riordino è stato, per la sua oggettiva complessità, definitivamente approvato solo nel febbraio del 2016 ma fin dal giugno 2014 si è intervenuti con modifiche molto significative sulla struttura e sul personale dell’Autorità, attraverso una cospicua riduzione degli uffici dirigenziali (vi erano 6 direzioni generali che sono state tutte soppresse e sono stati ridotti gli uffici dirigenziali da 45 a 25) ed una riduzione anche del numero dei dirigenti in servizio.

Questa premessa le faccio non certo per vantare meriti, ma semplicemente per ricordare che mai nessun concorso di dirigenti è stato fatto da quanto l’Autorità è da me presieduta; i dirigenti che abbiamo nel ruolo, tranne uno che era presso la vecchia Anac, erano tutti già in servizio presso l’AVCP.

E, come è accaduto in numerose altre amministrazioni, purtroppo, nell’ereditare il personale composto da tante professionalità di eccezionale valore, abbiamo ereditato anche un significativo contenzioso che riguarda alcuni concorsi espletati in passato.

A differenza di quanto dice il dott. Caviglia, ci sono, purtroppo, più concorsi oggetto di impugnativa dinanzi la giustizia amministrativa ma, ad oggi, nessun provvedimento definitivo di declaratoria di nullità del concorso.

Chi (probabilmente interno dell’Autorità) ha informato il suo giornalista, gli ha rappresentato una situazione a metà; una sentenza del Consiglio di stato che aveva dichiarato la nullità di un concorso è stata oggetto di revocatoria da parte del Consiglio di stato medesimo e non c’è bisogno di essere un fine giurista per capire che questo significa che quella sentenza è come se non fosse mai esistita.

Voglio rassicurare, quindi, lei ed i suo lettori che mai e poi mai l’Autorità da me presieduta non darebbe esecuzione ad una sentenza definitiva!

Quanto alla mancata pubblicazione del ruolo, l’informatore del Suo giornalista è stranamente male informato; la complessità della fusione fra due realtà molto diverse ci aveva consigliato di chiedere sulla materia un parere al Consiglio di stato e quel parere (pubblico e a conoscibile quindi da tutti) ha precisato che il ruolo dell’Autorità esiste ed è quello già della precedente AVCP, che, quindi, deve essere soltanto completato con l’immissione del personale che, provenendo dal regime degli ex comandati della vecchia Anac, ha chiesto di restare definitivamente nell’autorità.

Nessun imbarazzo, quindi, da parte mia né tantomeno alcuna preoccupazione di ricorsi; siamo sicuri di aver agito con piena legittimità e trasparenza e non solo non temiamo ma, vista la mia provenienza dalla magistratura, consideriamo benvenuta ogni iniziativa di controllo anche giudiziario!

Mi permetta solo, in conclusione, un davvero minimo accenno polemico. Ho più di una ragione per ritenere che chi ha informato il dott. Caviglia è qualche nostro dipendente che o ha nostalgia di passate gestioni dell’Autorità o, non avendo ottenuto o non sperando di ottenere l’auspicata soddisfazione a sue pretese, pensa sia meglio gettare un po’ di discredito sull’Autorità, in un momento in cui questa (e lo rivendico con forza!) sta assicurando legittimità e trasparenza all’agire sia interno che esterno.

Se il dott. Caviglia avesse ritenuto di chiedere a me o alla struttura tutte le spiegazioni che riteneva necessarie, le avrebbe, come abbiamo sempre fatto e come faremo sempre, ottenute in modo completo ed esauriente e poi avrebbe potuto scrivere tutto quello che riteneva, anche criticandoci aspramente.

Sappiamo, come Lei può ben confermarci, che solo chi è immobile e pavidamente fermo non commette errori mentre chi opera inevitabilmente ne commette (e noi sicuramente di errori ne abbiamo fatti!) e, quindi, siamo pronti ad accettare con spirito costruttivo tutte le critiche che ci vengono fatte, anche se ci piacerebbe essere criticati per quegli errori di cui siamo davvero responsabili!

La saluto con vivissima cordialità e gratitudine per la sua disponibilità

Raffaele Cantone

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La risposta di Stefano Caviglia

Ho letto con attenzione la lettera del presidente dell’Anac Raffaele Cantone a proposito del mio articolo “La rivolta dei dirigenti (sulla carta) della Pubblica amministrazione” e voglio ringraziarlo anzitutto per i toni cortesi e l’affermazione di apertura alle critiche e alle richieste di trasparenza, che fa sempre onore a chi la pronunci.

La questione della sentenza del Consiglio di Stato è a mio giudizio non nei termini che il Presidente Cantone scrive e lascia spazio invece all'interpretazione da me data, ma evito di addentrarmi in un terreno più consono ai giuristi che ai lettori. Ciò che mi preme sottolineare è che, non già per responsabilità ascrivibili al mandato del Presidente Cantone, la vicenda del concorso dei 9 dirigenti è lungi dall'essere conclusa.

Per quanto riguarda la mancata pubblicazione del ruolo dirigenti rimane un fatto incontestabile: ad oggi sul sito dell’Autorità non si trova alcun ruolo dei dirigenti dell’Anticorruzione.

Voglio infine rassicurare il presidente Cantone sull’ipotesi che presunti informatori interni mi abbiano fornito notizie per screditare l’Autorità. Nulla di tutto questo, sia perché, come gran parte dell’opinione pubblica, ho grande considerazione dell’Anac guidata da

Raffaele Cantone (cui va dato atto, ribadisco, che le vicende di cui si parla sono di parecchi anni precedenti al suo insediamento), sia perché le informazioni su cui ho basato il mio articolo sono tutte pubbliche.

Stefano Caviglia


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