Cronaca

Quel che sappiamo sul killer di Marsiglia che viveva in Italia

Ahmed Hanachi ha vissuto a lungo ad Aprilia ed è stato sposato con una donna italiana: verrà aperta un'indagine per terrorismo

Killer-Marsiglia

Matteo Politanò

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Ahmed Hanachi, il killer che domenica 1 ottobre 2017 ha ucciso due donne alla stazione di Marsiglia, ha vissuto a lungo tempo in Italia.

L'uomo, nato il 9 novembre 1987 a Biserta (Tunisia), ha attaccato con un coltello al grido di "Allah Akbar" prima di essere ucciso dalla polizia francese.

Per vederci chiaro sulle connessioni italiane dell'attentatore la procura di Roma aprirà un fascicolo contro ignoti per associazione con finalità di terrorismo.

L'attentato

Domenica 1 ottobre 2017 Ahmed Hanachi ha attaccato alcuni passanti con un coltello nella stazione Saint-Charles a Marsiglia. I suoi fendenti hanno ucciso Laura P., 20 anni, e Mauranne H., 21 anni, prima dell'intervento degli agenti francesi impiegati nell'operazione Sentinelle, il piano anti terrorismo nazionale.

Dopo l'azione l'Isis ha rivendicato l'attacco attraverso il suo organo di propaganda, Amaq, affermando che l'assalitore è uno dei suoi "soldati".

Arrestato il giorno prima

In Francia il dolore si è misto alla rabbia dopo la notizia che Hanachi era stato fermato il giorno prima alla stazione Part-Dieu di Lione dopo aver rubato una giacca da 39 euro. È stato accusato anche per alcune rapine nella zona prima di essere rilasciato per insufficienza di prove nonostante non avesse un permesso di soggiorno valido.

A lungo in Italia

Nel mirino della polizia francese c'è ora il passato di Hanachi, un percorso da ricostruire per scoprire eventuali cellule jihadiste in Europa. Le indagini partiranno da Aprilia, il comune in provincia di Latina dove Hanachi aveva vissuto per tre anni sposando anche una donna italiana dalla quale aveva poi divorziato.

La cellula nell'Agro Pontino

Il procuratore di Parigi François Molins collaborerà da vicino con l'antiterrorismo italiano che da tempo tiene monitorata la zona di Aprilia, rifugio per oltre 400 cittadini tunisini. Tra il 19 marzo 2016 e il 12 marzo 2017 ad Aprilia quattro tunisini sono stati espulsi per fanatismo e nella zona era circolato anche Anis Amri, il jihadista che il 20 dicembre dell'anno scorso aveva lanciato un camion contro un mercatino di Natale a Berlino. 

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