Cronaca

Psico-sette: gli schiavi della dieta macrobiotica Ma.Pi.

Indagato per evasione fiscale e riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate degli adepti il guru Mario Pianesi

Mario-Pianesi

Chiara Degl'Innocenti

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Se la promessa di Mario Pianesi che, da esperto conoscitore di alimentazione macrobiotica nonché fondatore di un impero fatto di corsi, ristoranti, punti vendita e aziende agricole, era di una sicura crescita interiore, oltre che il raggiungimento di un completo benessere psicofisico e guarigione da malattie incurabili per la medicina ufficiale, i fatti lo portano ad essere accusato di manipolazione fino al lavaggio del cervello dei seguaci della sua dieta.

Indagato nell’ambito di un’indagine condotta dalla polizia di Stato di Ancona e coordinata dalla Dda, Pianesi più altre quattro persone, sarebbero colpevoli di reati di associazione per delinquere finalizzata appunto alla riduzione in schiavitù, maltrattamenti, lesioni aggravate ed evasione fiscale per aver dato origine a una vera e propria psico-setta.

Le vittime, spesso in condizioni di fragilità psicologica, non erano più in grado di gestire autonomamente la propria vita e dovevano destinare parte dei loro averi a donazioni pro-Pianesi. Una psico-setta a tutti gli effetti, sostengono gli inquirenti, attiva tra le Marche e l’Emilia-Romagna, che promuoveva l’alimentazione macrobiotica come terapia per combattere anche malattie incurabili.  

Il "successo" di Mario Pianesi  

Pianesi, nato a Tirana 74 anni fa, non era un medico ma all’origine un ristoratore. Proprietario di un locale (poi diventati ben cento compresi i suoi negozi) aveva il diploma di terza media anche se sosteneva di essere stato insignito di una laurea ad honorem in Medicina dall’Accademia delle scienze della Mongolia. Tra i suoi seguaci c’erano migliaia di persone che per l’accusa erano del tutto soggiogate a causa del “rigido stile di vita a cui erano sottoposte tramite diete Ma.Pi.

In cosa consistevano le diete Ma.Pi.

Le Ma.Pi. consistevano in cinque livelli di dieta che gradualmente diventavano sempre più severe ed estreme, costringendo per lo più giovani (tra i 20 e i 30 anni), emotivamente fragili (in alcuni casi con alla spalle un passato di tossicodipendenza), non solo a cambiare alimentazione ma, attraverso metodi coercitivi, a lasciare il proprio lavoro per diventare magazzinieri, lavapiatti o camerieri non pagati dei punti vendita e dei ristoranti dell’associazione Upm (Un punto macrobiotico) che si riforniva in modo esclusivo di alimenti, saponi e altri prodotti macrobiotici frodando il Fisco. Tutto questo al solo fine di ringraziare il fondatore per il messaggio salvifico ricevuto.

Dal sito dell’associazione Upm di Pianesi si legge: “Un progressivo reinserimento di sostanze e alimenti più variegati caratterizza il passaggio dalla Ma-Pi 1 alla Ma-Pi 5 (ovvero i cinque livelli di dieta). Se le prime sono diete sono indicate per periodi brevi e squilibri metabolici severi e/o acuti, a partire dalla Ma-Pi 3 è possibile mantenere il regime alimentare anche per lunghi periodi o addirittura per tutta la vita. La Ma-Pi 1, la dieta più restrittiva, permette l’assunzione quasi esclusivamente di crema di riso integrale, mentre le successive si arricchiscono di altri alimenti: verdure e cereali integrali quali riso, miglio e orzo (Ma-Pi 2), pasta integrale, pane integrale e oli vegetali (Ma-Pi 3), pesce fresco e dolci semplici (Ma-Pi 4), carni bianche e cacciagione (Ma-Pi 5)”.

Le denunce

Sotto la lente degli inquirenti con delle indagini partite nel 2013, il caso è scoppiato quando una giovane adepta costretta a dimagrire di 23 chili (arrivando a pesarne 35) li ha denunciati. La ragazza aveva intrapreso la dieta senza alcun problema di sovrappeso ma solo perché convinta dei benefici “miracolosi” del rigido sistema Ma.Pi. E, secondo le denunce, la giovane non è la sola ad essere stata sottoposta a questa sorta di tortura alimentare. E non solo. L'esame dei conti bancari, spiegano gli investigatori, "hanno confermato come ingenti somme venissero prelevare dai conti dei malcapitati e convogliate sui conti personali del Pianesi e dei familiari dei principali indagati" .

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