Cronaca

Loris: ecco il profilo dell'assassino

In base agli elementi emersi finora, uno psicologo forense ha tracciato il possibile identikit dell'omicida del bambino

Nadia Francalacci

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Stamattina all'ingresso della scuola Falcone e Borsellino sembra una giornata come le altre: madri o padri che tengono per mano i figli, che tranquillamente entrano in classe. Il paese di Santa Croce Camerina prova a tornare alla normalità. Intanto, però, gli inquirenti indagano e anche gli abitanti della zona si interrogano su quale volto protrebbe avere l’assassino del piccolo Loris Stival.

Panorama.it, ha intervistato Silvio Ciappi, psicologo forense, chiedendo di tracciare in base agli elementi emersi fino ad ora, il profilo dell’assassino del piccolo di 8 anni.

Dottor Ciappi, sul corpo di Loris sembrano non esservi tracce di abusi sessuali. Cosa può spingere una persona ad uccidere un bambino di 8 anni?

Beh innanzitutto aspetterei prima di parlare di assenza totale di abusi. E poi vi sono altre domande da porsi: adulto? ragazzo? conoscente? estraneo? Generalmente il movente principale in omicidi di questo tipo è determinato da uno scopo sadico-sessuale oppure maturato in ambito familiare o tra stretti conoscenti. In altri casi si utilizzano bambini per regolare i conti tra gli adulti, capri espiatori di vicende e di malaffari . In casi come questi dato che non si sono sentite urla, non si sono trovate tracce di colluttazione, è evidente che il piccolo è stato attirato da una persona che conosceva o della quale poteva aver fiducia. E sempre rimanendo in via teorica, in casi come questi la motivazione è sempre legata a qualche forma di perversione o di disturbo mentale dell'assassino, ovviamente ben camuffato. Se è vero che il piccolo possa aver trascorso delle ore con l'aggressore, è ovvio che c'è stata una interazione che è andata al di là di un semplice omicidio per commissione o per regolamento di conti. Il sequestrare un bambino, convincerlo a salire su di un mezzo e portarlo in una zona al di fuori della città, può far parte di un progetto criminale covato da tempo.

 


Strangolare, soffocare. Psicologicamente che cosa significa?

Differentemente da altri casi, dove invece la vittima è stata accoltellata, vedasi ad esempio il caso di Yara Gambirasio, il soffocamento è spesso indicativo di una maggiore interazione tra vittima e aggressore. Si utilizzano le mani, si stringe attorno al collo e non si ha la sensazione immediata di stare uccidendo una persona. Lo strangolare fa anche parte di quello che viene definito mercy homicide, omicidio a sfondo di pietà. Si utilizza questa modalità ad esempio nei delitti passionali oppure in caso di omicidi intrafamiliari oppure commessi da psicopatici che non tollerano il pianto della vittima o il suo rifiuto nel fare qualcosa. L'omicidio in questi casi è l'atto finale con il quale ci si 'sbarazza' del corpo di una persona. E comunque in questi casi vi è sempre una motivazione che affonda in una perversione o in un serio disturbo psico-patologico dell'aggressore.

Lo zaino del bambino ancora non si trova. L'assassino potrebbe averlo ancora con sé. Potrebbe indicare il desiderio di possedere qualcosa appartenuta alla sua vittima?

Di solito aggressori psicopatici portano con sé oggetti della vittima. Altre volte è il caso. Sicuramente il lasciare lo zaino per terra avrebbe destato subito enormi sospetti. Può darsi che l'omicida abbia semplicemente lasciato lo zaino nella macchina o nel mezzo con il quale il piccolo è stato trasportato.

L'omicidio di Loris quali psicosi può generare nella piccola comunità ragusana?

Sicuramente in casi del genere la comunità è portatrice di un lutto profondo. La comunità attraverso l'omicidio e la vittima, e una volta, come ci auguriamo, catturato il suo aggressore, riflette su se stessa. Il crimine e il delitto infestano i luoghi e gli animi. Ci sarà bisogno di tutta una serie di riti di purificazione per togliere questo 'miasma' come lo definivano i greci, la contaminazione terribile del delitto. E' importante che le forze dell'ordine rassicurino i cittadini, li spingano a collaborare e che soprattutto si evitino inutili tentativi di 'caccia all'uomo'.

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