Cronaca

Unipol-Berlusconi: una condanna, tre domande

Tutti i dubbi che il processo Unipol porta con se dopo la sentenza contro Berlusconi - la scheda del processo - l'analisi -

Piero Fassino e Giovanni Consorte, i personaggi della famosa telefonata al centro del processo Unipol (Credits: ANSA / DAL ZENNARO-PERCOSSI)

Silvio Berlusconi è stato condannato per rivelazione del segreto d'ufficio. La pubblicazione della famosa intercettazione tra Piero Fassino e il top manager di Unipol Giovanni Consorte ha formalmente due colpevole, ma i paradossi sono almeno tre.

Primo: a fronte di queste condanne, non esiste un processo che abbia indagato sui rapporti tra politica e Unipol. È chiaro se ci furono o meno comportamenti “illegali” di esponenti di un partito, i Ds, nella scalata? No. I magistrati, come i lettori ricorderanno, chiesero di utilizzare quelle intercettazioni per effettuare indagini, ma siccome coinvolgevano anche Massimo D'Alema, fu chiesta l'autorizzazione alle Camere che rimandarono la questione al Parlamento europeo, essendo D'Alema, appunto, deputato in Europa. Era il 18 novembre 2008 quando arrivò il no a procedere da Bruxelles.

Secondo: gli avvocati del Cavaliere sostengono che questa sia, in Italia, la prima condanna per rivelazione di segreto d'ufficio. Non sappiamo se sia davvero così e ci riserviamo di approfondire la cosa negli archivi giudiziari, ma a memoria d'uomo ci pare plausibile quanto affermano sia Niccolò Ghedini che Piero Longo. Sono anni che vengono pubblicate intercettazioni e verbali di Berlusconi coperti dal segreto nel più totale disinteresse della magistratura, dicono i difensori. Eppoi, in tema di rivelazione di atti coperti, come non ammettere che siamo il paese al più alto tasso, probabilmente, di pubblicazioni di colloqui (a volte anche non rilevanti per le indagini), atti e quant'altro venga disposto dalla magistratura anche nelle prime fasi, le più delicate, delle inchieste?

Terzo: il collega Gianluigi Nuzzi, autore dello scoop quando lavorava al Giornale, nel 2005, è stato assolto dalle stessa accusa in tutti e tre i gradi di giudizio. Non c'è, in tutto questo, qualcosa di stonato?

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