Prepararsi (da casa) alla maturità
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Prepararsi (da casa) alla maturità
Cronaca

Prepararsi (da casa) alla maturità

Consigli per studiare da casa: 29. Tenete duro

Pillole quotidiane per aiutare studenti (e famiglie) a organizzare lo studio in tempi di Covid-19, che nel mondo ha confinato in casa oltre un miliardo di ragazzi. A firma di Marcello Bramati e Lorenzo Sanna, dirigenti e docenti dei licei Faes di Milano, nonché autori di Basta studiare! e Leggere per piacere (Sperling & Kupfer). Ogni mattina alle 8.30 su panorama.it, consigli, dritte e buone pratiche per alunni di tutte le età.

Ci sono circa 500.000 studenti in Italia che stanno vivendo l'ultimo periodo di vita scolastica a distanza, oggi il pensiero va a loro.

Dopo Natale, la quinta superiore cambia passo e inizia l'avvicinamento all'esame, tra interrogazioni sommative, simulazioni di prove di più ore, ufficializzazione delle materie d'esame. Tutto veloce, fino alla nomina della commissione. Un piccolo rito annuale che tutti gli studenti, volenti o nolenti, vivono e ricorderanno per sempre.

Se all'inizio di quest'emergenza sanitaria la scuola chiusa è potuta sembrare una vacanza allungata, vista anche la coincidenza con Carnevale, ben presto si sono affacciate le prime preoccupazioni: i programmi che forse non avanzano, la didattica a distanza e il lavoro a casa, la possibilità o meno di valutare; la maturità in forse, l'accesso alle università italiane e straniere sempre più incerto.

A questo si aggiunge un rientro a scuola sempre ritardato e forse addirittura cancellato per quest'anno. Ecco che molti studenti all'ultimo anno, oltre ai disagi della reclusione che toccano un po' tutti, in questi giorni stanno vivendo con grande delusione il fatto che stia loro sfuggendo di mano l'ultima stagione scolastica insieme: la gita di classe, le studiate a casa di qualcuno, le prove da affrontare insieme, i programmi che terminano e che emozionano, le ultime lezioni con i prof dei quali hanno imparato ad amare pregi e difetti...

C'è un popolo di studenti che si sente orfano della scuola. È triste pensare che sia così, e al tempo stesso è bello sapere che la scuola manca a chi la vive nella quotidianità, dando per scontato, fino a un mese fa, ciò che forse da settembre non sarà più così. Vale a dire potere frequentare liberamente aule e corridoi con coetanei e insegnanti.

Si tratta di tenere duro, a distanza da aule, amici e docenti, cercando di vivere al meglio una condizione monca ma da cui comunque trarre il meglio. Studiare è sempre una risposta valida, in ogni circostanza, per cui: forza, può essere una strada da percorrere con rinnovato spirito.

La speranza per questi giovani studenti è che all'ultimo bimestre di scuola possano ritrovare i loro banchi per la parte finale dell'anno. In vista di un esame tanto temuto quanto desiderato e che rimarrà sempre custodito per tutta la vita tra i ricordi che sarà sempre bello rispolverare.

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