Cronaca

Ponte Morandi: perché il Governo punta al doppio decreto

Uno per affidare i lavori di ricostruzione a Fincantieri e uno per revocare la concessione a Autostrade Spa (ed evitare i ricorsi)

Il ponte Morandi dopo il crollo

Barbara Massaro

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Evitare le gare d'appalto europee con una deroga ad hoc; tramite decreto legge affidare la ricostruzione del ponte Morandi alla società statale Fincantieri (controllata per il 72% da Cassa depositi e prestiti di cui il ministero dell’Economia ha in mano oltre l’80 per cento) e lasciare il conto da pagare a Autostrade Spa (cui nel frattempo verrebbe tolta la concessione della gestione delle autostrade italiane che tornerebbero a essere statali) senza che, però, il gruppo possa posare una sola pietra del nuovo ponte.

Il "Pacchetto Genova"

Sarebbero questi i punti chiave del pacchetto Genova i cui decreti ad hoc verranno approvati venerdì in Consiglio dei Ministri come spiegato dal Ministro Danilo Toninelli nel corso di un'audizione in commissione Ambiente alla Camera.

Il titolare del dicastero delle Infrastrutture ha anche specificato che Autostrade per l'Italia, controllata di Atlantia, non avrà alcun ruolo nella ricostruzione del ponte sulla A10.

La scelta di utilizzare lo strumento del decreto legge e non del disegno di legge è funzionale a evitare ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato che rallenterebbero con sospensive a breve l'iter per la ricostruzione che, come sottolineato dal Governo, "E' di vitale importanza per far ripartire Genova". 

L'unico strumento per contrastare i decreti-legge, infatti, è il ricorso alla Corte Costituzionale con tempi molto più dilatati. 

Perché un doppio decreto

Il Governo sta lavorando a un doppio decreto: il primo per affidare in via straordinaria senza appalto europeo la ricostruzione del ponte alla controllata statale di Fincantieri e il secondo per revocare la concessione della gestione delle autostrade a Autostrade Spa. Due decreti per due provvedimenti uno funzionale all'altro.

In Commissione Toninelli ha spiegato: "La ricostruzione del ponte sarà il primo obiettivo. Partiremo dalle regole attuali del Codice e sulla base dell'eccezionalità potremo affidare direttamente a una società pubblica, pensiamo a Fincantieri, l'appalto per la ricostruzione del Ponte. Il crollo del Ponte Morandi non è dovuto a tragica casualità, ma a una mancata manutenzione che spettava ad Autostrade per l'Italia".

Da questa consapevolezza che vede il Governo "Compatto" nasce l'esigenza del secondo e più discusso decreto: "I lavori di ricostruzione del ponte - ha tuonato il Ministro - non possono essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità a non farlo crollare".

Se il Movimento 5 Stelle è, però, compatto anche sulla linea della nazionalizzazione della rete autostradale più tiepida sarebbe, negli umori la Lega. 

Di Battista, intervistato da La7 ha dichiarato: "Se la Lega si tirasse indietro sulla nazionalizzazione delle autostrade si sputtanerebbe. Mi auguro che non segua Giorgetti che rappresenta l’ala maroniana e liberista della Lega".

La posizione del Presidente della Regione

Anche il Governatore della Liguria Giovanni Toti su questo tema sarebbe perplesso. Intervistato da Repubblica ha infatti dichiarato: "Il Governo vuole legittimamente rivedere le concessioni e il rapporto con la società Autostrade. Bene. Però Autostrade è una Spa quotata in Borsa e partecipata da molte migliaia di italiani. Se qualcuno ha sbagliato non devono pagare i dipendenti o i piccoli azionisti, ma i vertici, le persone fisiche".

Toti è invece d'accordo con l'esecutivo sull'affidamento dei lavori a Fincantieri e a margine del Forum The European House Ambrosetti a Cernobbio a questo proposito ha detto: "C’è un accordo politico. Se il governo vuole farci un favore faccia un decreto Genova che consenta di appaltare a chi vuole senza passare per una gara europea. Quella di farla fare a Fincantieri è una decisione squisitamente politica che vede d’accordo Comune, Regione e per una volta il Governo".

Secondo Toti, comunque, l'opera di ricostruzione non sarà totale appannaggio di Fincantieri in quanto: "Ci sarà bisogno di altre aziende. Il gioiello Fincantieri avrebbe la leadership del progetto; così la abbiamo immaginata noi, ma dovremo confrontarci con il Governo".

Il doppio decreto, dunque, verrà firmato venerdì mentre già oggi a Bruxelles si sta discutendo la possibilità di approvare una deroga alla norma degli appalti europei per le grandi opere. Se l'UE non approvasse questa linea, infatti, i giganti europei della cantieristica potrebbero fare ricorso frenando la ricostruzione. 

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