Pizzo a Gomorra: ci sono tre arresti

l rappresentanti della Cattleya, società che ha prodotto la serie, costretti a versare una somma ulteriore rispetto a quella pattuita, come preannunciato da Panorama il 12 giugno

C'è stata estorsione alla casa cinematografica Cattleya per la produzione televisiva Gomorra - La serie. Sono stati arrestati tre esponenti del clan Gallo-Pisielli. I rappresentanti della società - che inizialmente avevano negato - sarebbero stati costretti a versare una somma ulteriore rispetto a quella pattuita da contratto per girare alcune scene a Torre Annunziata (Napoli), in un'abitazione di proprietà di uno dei parenti del capo clan. È, questa notizia, la conferma di quanto scritto da Panorama il 12 giugno scorso (di cui vi riproponiamo l'integrale) che inizialmente fu smentito dalla società tv che aveva parlato di «notizia già vecchia e già dimostratasi priva di fondamento». «Il proprietario di uno dei numerosissimi ambienti affittati per la produzione - si evidenziava nella nota diffusa dalla società di produzione tv - è stato arrestato prima dell’inizio delle riprese. Ci siamo rivolti alla magistratura che ci ha autorizzato a effettuare le lavorazioni e che ha chiesto che il pagamento fosse effettuato su un conto dedicato. Non c’è stato alcun tentativo estorsivo, che peraltro ovviamente non sarebbe stato subito». 

PIZZO A GOMORRA: SI INDAGA SULLA FICTION (12-6)
La procura di Napoli ipotizza estorsione e favoreggiamento: mazzette al boss che ha affittato la villa alla troupe

Dopo il successo, i guai. Da un anno, la procura antimafia di Napoli sta indagando sulla serie tv Gomorra (martedì 10 giugno sono andati in onda gli ultimi epsiodi) per estorsione e favoreggiamento. I sospetti si concentrano su presunte mazzette che alcuni funzionari della società di produzione Cattleya avrebbero pagato ai famigliari del boss Francesco Gallo per affittare la villa dove sono state girate le scene di casa Savastano. Migliaia di euro in nero che il capoclan di Torre Annunziata avrebbe preteso e incassato in aggiunta a quelli dichiarati nel contratto di locazione firmato prima del suo arresto e prima che l’immobile venisse sequestrato.

 
Agli atti dell’inchiesta, secondo quanto risulta a Panorama, non risultano denunce per estorsione né indagati tra i dirigenti di Cattleya. Alcuni di loro, anzi, avrebbero negato di essere stati avvicinati da uomini del clan, malgrado alcuni indizi di segno opposto. Gli investigatori hanno inoltre scoperto che i pasti per la troupe sono stati preparati (e regolarmente fatturati) dalla sorella del padrino. Una coincidenza che ha insospettito gli investigatori. Accertamenti sono stati effettuati anche su presunte tangenti pagate a vigili urbani per evitare noie durante le riprese.

Le 12 puntate di Gomorra – La serie sono tra gli eventi televisivi dell’anno: sono state vendute in oltre 50 paesi e su Sky hanno polverizzato ogni record di share. Alla presentazione della serie tratta dal suo bestseller, lo scrittore Roberto Saviano, che ne è direttore artistico e uno degli sceneggiatori, aveva risposto ai detrattori dichiarando che «le serie tv non sono l’ufficio stampa del male» e sottolineando con forza che il «film non può mai essere un’educazione al crimine».

La parte più delicata del fascicolo, con centinaia d’intercettazioni telefoniche e ambientali, è però quella sulla presunta fuga di notizie per sabotare il lavoro del pm Pierpaolo Filippelli. Una «talpa» ha avvisato gli uomini del clan che la procura indagava sulla storia del pizzo sulle riprese. Chi ha parlato? (Simone Di Meo)

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