Più peso alla rettifica: così cambierà la diffamazione

Il DdL bipartisan presentato in commissione Giustizia della Camera prevede anche la depenalizzazione del reato

Giornali

Ignazio Ingrao

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Riprende fino a mercoledì 12 giugno in commissione giustizia della Camera dei deputati la discussione sulla proposta di legge per l’abolizione del carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa. «Il tema è molto sentito e la discussione si sta arricchendo di molti contributi», afferma Enrico Costa (Pdl) relatore della proposta insieme con Walter Verini (Pd). «Il clima mi sembra più favorevole su questo tema rispetto a quello registrato nella scorsa legislatura. Certamente però l’abolizione del carcere andrà controbilanciata da altre misure riguardanti il risarcimento del danno morale e la rettifica, così come previsto nel testo presentato», osserva Costa. La sua proposta ricalca il testo Pecorella approvato ad ampia maggioranza nella XIV legislatura dalla Camera, dopo una discussione durata oltre due anni, e ripresentato anche nella XV e XVI legislatura.

Tra i vari istituti previsti viene dato un peso particolare alla «rettifica», introdotta anche per i libri. Inoltre l’adempimento della rettifica diventa causa di esclusione della punibilità del giornalista. E viene sanzionata anche la «querela temeraria» ai danni di un giornalista, cioè quella presentata con l’obiettivo di esercitare una pressione psicologica sul cronista ma priva di riscontri reali.

In commissione giustizia è stato proposto di ampliare il testo anche ai siti internet e ai blog ma Costa al riguardo è scettico: «Sarebbe meglio evitare di allargare troppo il raggio della discussione, altrimenti si rischia di non arrivare a nulla». Allo stesso tempo però il capogruppo del Pdl in commissione giustizia esclude di chiedere la «sede deliberante»: «Rischia di essere solo una perdita di tempo. Perché una volta ottenuta l’approvazione dell’aula per la sede deliberante poi è sufficiente l’opposizione di un gruppo per perderla e tornare al punto di partenza». Piuttosto, al termine di questi due altri giorni di discussione sul tema, Costa prevede la possibilità che vengano fissate delle «audizioni in commissione» con avvocati e giornalisti.

Le cose si muovono anche in Senato, dove a breve è prevista la ripresentazione del disegno di legge Gasparri-Chiti in tema di riforma della normativa sulla diffamazione e abolizione del carcere, già discusso nella scorsa legislatura.

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