Cronaca

Petruzzelli, che succede dopo lo scandalo mazzette

L'amministratore del teatro barese e 4 imprenditori agli arresti. Le prove della corruzione in un video. Si punta sulla riorganizzazione

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Traghettare il teatro "da una situazione non immune da patologie a una situazione nuova di trasparenza e legalita'". È l'obiettivo che, attraverso una riorganizzazione radicale, il presidente della Fondazione Petruzzelli, Gianrico Carofiglio, e il sovrintendente, Massimo Biscardi, hanno urgenza di realizzare a due giorni dagli arresti per le mazzette che sarebbero state versate da imprenditori fornitori del teatro, al direttore amministrativo, Vito Longo.

I provvedimenti

A cominciare dalla sospensione di Longo, che è ai domiciliari con altri quattro imprenditori (tra cui Franco Mele per anni legato alla Fondazione stessa) e che, come gli altri, nell'interrogatorio dinanzi al gip, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti la Fondazione ha avviato un procedimento disciplinare che potrebbe portare anche al licenziamento.

Da oggi e per tre mesi, ha annunciato Biscardi, la gestione amministrativa sarà affidata a una "cabina di regia" composta da tre professionisti esterni e coordinata dallo stesso sovrintendente. Questo in attesa che si metta a punto la riorganizzazione interna del teatro volta a scongiurare nuovi casi di illegalità. In ogni caso, ha assicurato Biscardi, le vicende giudiziarie non avranno ricadute sulla prossima inaugurazione della stagione che avverrà come previsto il 27 gennaio con Le nozze di Figaro di Mozart.


 

La corruzione

Otto mazzette in meno di due mesi, una per ciascuno spettacolo di balletto allestito in teatro, ma anche per l'affidamento dei servizi di pulizia e quelli di trasporto e facchinaggio. Bustarelle con somme non ingenti ma continue per garantire l'addomesticamento delle procedure di appalto dei servizi. Funzionava così, secondo la procura di Bari, il "sistema corruttivo" che legava il direttore amministrativo della Fondazione Petruzzelli e teatri di Bari, Vito Longo, alle imprese fornitrici del teatro. Longo, insieme a quattro titolari delle imprese in questione, è ora agli arresti domiciliari per corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti.

I video shock

Oltre alle prove documentali raccolte dalla digos, ci sono i video-shock che mostrano Longo nel suo ufficio, mentre, secondo l'accusa, con gli imprenditori fa i conti degli spettacoli realizzati per calcolare la tangente da incassare. Video diffusi per volontà della procura "perché - ha spiegato il procuratore Gaetano Volpe - sono molto efficaci e spero possano fare da deterrente". Nelle riprese, si vedono gli imprenditori che discutono con Longo anche del sistema usato per ricavare dall'appalto i soldi da dare al direttore amministrativo: "Per sfilare 6.000 euro dall'operazione abbiamo buttato sangue!", dice uno degli arrestati.

Come funzionava il sistema

Il sistema, ha spiegato il procuratore, si basava sulla sovrafatturazione delle prestazioni offerte o sulla fatturazione di prestazioni inesistenti. "Le indagini hanno riguardato il periodo tra il 29 ottobre e il 4 dicembre scorsi - ha precisato il procuratore - e sono ancora in corso. Si tratta di un periodo breve ma abbiamo deciso di intervenire subito perché non potevamo consentire che venissero commessi altri reati". Complessivamente, nel periodo dell'indagine, sarebbero state pagate mazzette per 20 mila euro, corrispondenti grossomodo al 10% dell'importo degli appalti.

L'inchiesta

Le indagini sono state avviate dopo una querela per diffamazione che era stata presentata da un altro imprenditore, Marino Lavopa (anche lui indagato ma non destinatario di ordinanza di custodia cautelare), che si lamentava di alcuni articoli di stampa che parlavano di presunte irregolarità negli appalti del Petruzzelli che lo riguardavano. Da questa vicenda - ha spiegato Volpe - sono partiti gli approfondimenti delegati alla Digos. "Agli elementi raccolti - ha detto - si è aggiunto un contributo importante dei vertici della fondazione, con il presidente Gianrico Carofiglio e il sovrintendente Massimo Biscardi, che hanno portato in procura documentazione utile alle indagini".

Trasformazione etica e organizzativa

Biscardi e Carofiglio (quest'ultimo ex magistrato antimafia) hanno riunito nella platea del teatro i dipendenti della Fondazione per rassicurarli sul futuro e sulla stabilità dell'ente e "per fare il punto sul nuovo corso del teatro con chi lavora nel teatro ed è persona offesa di quanto accaduto". "Il teatro ci appartiene - ha detto Carofiglio - quello che è in corso è un processo senza precedenti di trasformazione etica ed organizzativa di questa istituzione e dobbiamo essere tutti consapevoli che non è affare che riguarda solo i vertici della Fondazione, ma appartiene a tutti ed è una battaglia comune". 

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