Cronaca

Pasqua: ecco perché la data cambia ogni anno

Dipende dalle fasi lunari e dall'equinozio di primavera, può cadere dal 22 marzo al 25 aprile

uova di pasqua

Marta Buonadonna

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Natale sai sempre quand'è, la Pasqua cambia ogni anno e di conseguenza anche la Quaresima comincia in un momento diverso, il che influenza la data del Carnevale. Le feste mobili danno qualche problema di organizzazione in più rispetto alle ricorrenze fisse. Quest'anno per esempio Pasqua cade il primo di aprile, ma non è uno scherzo. Tutto dipende dalle fasi lunari, perché così fu deciso molto tempo fa.

Secondo la Bibbia, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo avvennero intorno al tempo della Pasqua ebraica, che si celebrava nella prima luna piena dopo l'equinozio di primavera. Alla fine del secondo secolo dopo Cristo, alcune chiese celebravano la Pasqua il giorno della Pasqua ebraica, mentre altre la celebravano la domenica successiva.

Nel 325 dopo Cristo il Concilio di Nicea stabilì che la Pasqua sarebbe stata celebrata la prima domenica dopo la prima luna piena avvenuta dopo l'equinozio di primavera, quest'anno la luna piena è il 31 marzo. La Pasqua è ritardata di una settimana se la luna piena è di domenica, il che diminuisce le probabilità che cada nello stesso giorno della Pasqua ebraica.

Equinozio spostato

Nel calendario Gregoriano, il nostro, la Pasqua può quindi cadere in una domenica compresa tra il 22 Marzo (perché per l'equinozio di primavera si prende per buona l'approssimazione che cada sempre il 21 marzo il che, come vedremo, non è vero) e il 25 aprile. La Pasqua più tarda in tempi recenti è stata il 24 aprile nel 2011, quella più precoce il 23 marzo nel 2008.

Tutto questo costrutto si regge sul fatto di assumere come data fissa per l'equinozio di primavera il 21 marzo, una data che molti di noi hanno studiato a scuola come fissa. Anche questa però è in realtà mobile, perché si basa su un evento astronomico che coincide con il momento in cui, in base alla posizione assunta dalla Terra rispetto al Sole, la linea che separa la parte in luce del pianeta da quella in ombra è perfettamente perpendicolare all'equatore. Quando questo accade, giorno e notte hanno esattamente la stessa durata. Lo stesso avviene in occasione dell'equinozio autunnale.

Quest'anno l'equinozio è avvenuto alle 17:15 nel 20 marzo, momento in cui il Sole si è trovato allo Zenit, cioè esattamente perpendicolare all'equatore. L'anticipo è dovuto all'inganno del calendario Gregoriano, che non rappresenta in modo corretto il tempo che la Terra impiega a compiere un’orbita completa intorno al Sole.

Per convenzione facciamo durare un anno 365 giorni. In realtà la Terra impiega altre 6 ore circa a girare completamente intorno al Sole. Questo vuol dire che l'equinozio si sposta di alcune ore ogni anno. Per mantenere appaiati l'anno del calendario e quello siderale, ogni quattro anni ne è stato istituito uno bisestile, che dura un giorno in più e consente di recuperare le 24 ore mancanti. Un ulteriore aggiustamento prevede che possano essere bisestili oltre agli anni non secolari il cui numero è divisibile per 4, solo gli anni secolari il cui numero è divisibile per 400, (il 2000 lo è stato, il 1900 no). Assistiamo comunque a un lieve spostamento all'indietro degli eventi astronomici, che spiega l'anticipo dell'equinozio di quest'anno e fa già prevedere che nel 2044 la primavera comincerà addirittura il 19 marzo, quindi due giorni prima della data scelta per convenzione dal nostro calendario.

Uova a volontà

Il simbolo della Pasqua per eccellenza, l'uovo, quando è di cioccolato si trasforma in una squisitezza culinaria, consumata in grandi quantità in questo periodo dell'anno. Da un'indagine del centro studi Cna emerge che saranno oltre 15 milioni quest'anno le uova di cioccolata vendute ai consumatori, a un prezzo medio di 15 euro l'una per un valore totale di circa 230 milioni di euro. Coldiretti ribatte che le uova vere, quelle di gallina, consumate nella settimana santa in Italia si stimano in circa 400 milioni.

La tradizione di considerare l'uovo un simbolo di rinascita e buon augurio in Occidente si fa risalire al 1176, quando re Luigi VII rientrò a Parigi dopo la II crociata e per festeggiarlo il capo dell'Abbazia di St. Germain des Près gli donò metà dei prodotti delle sue terre, incluse un gran numero di uova, poi dipinte e distribuite al popolo.

"Negli ultimi 30 anni - spiega Coldiretti - i consumi nazionali di uova sono aumentati raggiungendo la cifra record di 13 miliardi di pezzi all'anno che significa una media di circa 215 uova a testa, quasi interamente Made in Italy".

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