Papa Paolo VI santo: c'è la data

Riconosciuto il miracolo della guarigione di un feto di 5 mesi ora non resta che la canonizzazione che sarebbe prevista per il 21 ottobre prossimo

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Papa Paolo VI al centro inaugura l'Anno Santo entrando dalla Porta Santa della Basilica di San Pietro il 24 dicembre 1974 – Credits: Ansa

Orazio La Rocca

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Papa Paolo VI sarà presto santo. La commissione dei vescovi e cardinali della Congregazione per le cause dei Santi ha approvato all'unanimità il riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, la guarigione giudicata “inspiegabile” dai medici dello stesso dicastero dei Santi di un feto di 5 mesi colpito da una malattia rara nel grembo materno.

Al provvedimento ora manca solo il placet di Papa Francesco – che lo ha beatificato il 14 ottobre 2014 -, al quale spetta annunciare la proclamazione ufficiale e la data della canonizzazione, quasi certamente il 21 ottobre prossimo.

Montini andrà ad arricchire la folta schiera dei santi della Chiesa cattolica. Col compiacimento – c'è da giurarci – anche di cristiani di altre confessioni, fedeli di altre religioni, credenti, cosiddetti “lontani”, perché riconoscono in lui il pontefice che in oltre 15 anni di pontificato (dal 21 giugno 1963 al 6 agosto 1978) ha lasciato un impronta indelebile nel rinnovamento della Chiesa portando a termine il Concilio Vaticano II ereditato da Giovanni XXIII e aprendo la cattolicità al dialogo del mondo contemporaneo, senza farsi condizionare dalle tensioni tra riformatori e conservatori, ebbero nello scisma postumo del leader dei tradizionalisti, il vescovo ribelle francese Marcel Lefebvre, l'esempio più doloroso.

Perché Paolo VI è entrato nella storia

Per Paolo VI – il quarto Papa santo del '900 dopo Pio X, Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II - è un “traguardo” che premia una intera vita spesa al servizio della Chiesa, che ebbe nella felice conclusione dell'eredità conciliare una delle iniziali prove più significative che, tra l'altro, portò alla libertà religiosa con il documento Nostra Aetate – un testo fortemente voluto proprio da Montini - che cancellò, tra l'altro, l'accusa di deicida agli ebrei (in parole povere, la responsabilità della crocifissione e morte di Gesù Cristo).

Tra i suoi gesti di maggior significato, lo storico pellegrinaggio in Terra Santa il 4 gennaio 1964, il primo di un papa nei luoghi di Gesù dai tempi di San Pietro, quando abbracciò anche il patriarca d'Oriente Atenagora, la prima volta che i capi del cattolicesimo e dell'ortodossia si incontrarono dopo lo scisma d'Oriente dell'anno 1054, un incontro che segnò l'avvio del dialogo ecumenico verso una strada senza ritorno; e poi ancora, i primi grandi viaggi apostolici nazionali e internazionali (10 all'estero e 14 in Italia) parlando sempre per i poveri, affamati e oppressi da guerre e conflitti, coma fa all'Onu, nel 1965, dove – primo Papa a parlare alle Nazioni Unite - grida “mai più la guerra! Mai più il commercio delle armi! Riempite i granai, sfamate gli affamati di tutto il mondo!”.

Altrettanto clamore suscita la lettera agli “uomini delle Brigate Rosse” scritta per la liberazione “immediata e senza condizioni” del presidente della Dc Aldo Moro rapito il 16 marzo 1978, per il quale aveva già pronta una somma per il riscatto. 

Tra le sue 7 encicliche, la più nota è la Populorum Progressio, nella quale proclama che il progresso debba essere appannaggio di tutti, specialmente di poveri e bisognosi, spingendosi persino ad ammettere che è “comprensibile” che un popolo oppresso, per far valere i suoi diritti, a volte è costretto a “reagire”. Non meno importante, la Ecclesiam Suam, pietra miliare del dialogo ecumenico. Di toni più problematici e a tratti anche conflittuali con le componenti politiche più laicizzate, le altre sue encicliche dedicate a tematiche morali, la Humanae Vitae, nella quale vieta l'uso della pillola contraccettiva (specificando però di parlare senza trincerarsi dietro la cosiddetta “infallibilità papale”) e la Sacerdotalis Coelibatus dove ribadisce l'obbligo del celibato sacerdotale.

I gesti "scomodi"

Paolo VI non andava alla ricerca di applausi e di facili consensi popolari, era capace anche di dire parole scomode e di compiere gesti controcorrente. Come durante la Seconda Guerra mondiale, da giovane Assessore della Segreteria di Stato della Santa Sede, fu riservato organizzatore, su delega di Pio XII, della segreta ospitalità di migliaia di ebrei nelle parrocchie romane e negli appartamenti del Seminario Maggiore di San Giovanni in Laterano di antifascisti, perseguitati dai nazifascisti e partigiani, comunisti e socialisti, democristiani e sindacalisti, al punto che nei sotterranei lateranensi per mesi fu ospitata la sede del CLN, il Comitato di liberazione nazionale, guidato dai leader comunisti, democristiani, socialisti, Partito d'Azione e i capi del movimento partigiano, tra i quali De Gasperi, Nenni, Calamandrei, Saragat, Feltrinelli.

“Naturale”, poi, che da Papa sia stato il riservatissimo “tutore” dell'amico Aldo Moro negli anni del varo del centro-sinistra con il Psi per la prima volta al governo. Non va dimenticato che Montini, sia da cardinale che da Pontefice, è stato il riservato, convinto, ispiratore della mancata scomunica del comunismo sia nell'ambito della Commissione preparatoria del Concilio, nel 1962, che nella stesura finale del testo sul rapporto Chiesa-mondo contemporaneo contemplato nella Gaudium et spes varata nel 1965, perché, spiegò, “con le condanne non si è mai risolto niente, mentre occorre far capire il grande amore della Chiesa e conoscere le ragioni di milioni di persone attratte dal comunismo”.

Eppure Paolo VI non fu immune da critiche, specialmente su questioni di natura morale. Durante i suoi viaggi fu anche oggetto di qualche contestazione, come nel corso della visita a Cagliari, il 24 aprile 1970, quando fu aggredito da un gruppo di disoccupati organizzati. Ma, di lì a pochi mesi, il 12 novembre, Paolo VI subirà anche un attentato, fortunatamente senza danni, durante un pellegrinaggio nelle Filippine all'aeroporto di Manila.

Intensa, inoltre, la produzione letteraria, omeletica e santificatrice con oltre 600 lettere pastorali e migliaia tra omelie, prolusioni, appelli; 84 santi e 61 beati; 144 nuovi cardinali. Papa Francesco non ha mai nascosto di provare da sempre per Montini “profonda gratitudine, ammirazione e sincera venerazione”. È stato di parola.

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