Papa: il prossimo sarà...

L’inatteso abbandono di papa Benedetto XVI ha riacceso vorticose trattative. Ma da anni divisioni e rivalità covano all’ombra del vaticano. Ecco chi sono i possibili re di Roma - lo speciale Dimissioni del Papa -

La bandiera del Vaticano in Piazza San Pietro (credits: AFP/Getty Images)

Damiano Iovino

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ANGELO SCOLA
Il partito dei wojtyliani, la vecchia guardia di Giovanni Paolo II guidata dal cardinale argentino Leonardo Sandri, e quello dei conservatori guidato dal cardinale statunitense Raymond Leo Burke potrebbero puntare sull’italiano Angelo Scola, arcivescovo di Milano dal 2011 dopo essere stato patriarca di Venezia nel 2002. Vicino al movimento di Comunione e liberazione, è nato a Malgrate (Lecco) nel 1941, è stato ordinato sacerdote nel 1970, vescovo nel 1991 e cardinale nel 2003.

ODILO SCHERER
Il partito sudamericano, tradizionalista ma molto legato alle istanze sociali delle popolazioni locali, potrebbe puntare su tre candidati. Oscar Andre Rodriguez Maradiaga, nato a Tegucigalpa nel 1942, nel 2001 è stato il primo cardinale nella storia dell’Honduras ed è famoso per le sue battaglie contro droga e corruzione. Juan Luis Cipriani Thorne è arcivescovo di Lima e primate del Perù; nato a Lima nel 1943, nel 1977 abbandona la carriera di ingegnere e diventa sacerdote; vescovo nel 1988, è nominato cardinale nel 2001. Terzo papabile è il brasiliano Odilo Pedro Scherer, nato a Cerro Largo nel 1949, da una famiglia di immigrati tedeschi. Ordinato sacerdote nel 1976, è vescovo nel 2002 e cardinale nel 2007.

LAURENT PASINYA
Il partito africano, quello che porterà il maggior numero di nuove vocazioni alla Chiesa visti i grandi numeri delle popolazioni africane, punterà sul cardinale Laurent Monswengo Pasinya, cardinale e arcivescovo in Congo, dove è nato, a Mongobele, nel 1939 ed è stato ordinato sacerdote nel 1963, vescovo nel 1980 e cardinale nel 2010. In alternativa Robert Sarah, nato a Ourous in Guinea nel 1945: sacerdote dal 1969, diventa vescovo nel 1979 e cardinale nel 2010.

PÉTER ERDO
Il partito europeo rappresenta le istanze riformatrici e moderniste della Chiesa centroeuropea e punterà sul cardinale Péter Erdo, primate di Ungheria e arcivescovo di Budapest, dove è nato nel 1952. Ordinato sacerdote nel 1975, docente universitario, è stato nominato vescovo nel 1999 e cardinale nel 2003. Attualmente è presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee.

ANGELO BAGNASCO
Il partito della Cei, la Conferenza episcopale italiana, che dopo un lungo braccio di ferro con la segreteria di Stato guidata dal cardinale Tarcisio Bertone è diventato il protagonista dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la politica italiana, potrebbe puntare sul proprio leader, il cardinale Angelo Bagnasco. Nato a Pontevico (Brescia) nel 1943, diventa sacerdote nel 1966, vescovo nel 1998, e nel 2007 diventa prima presidente della Cei e poi cardinale. Nei giorni scorsi ha suscitato forti polemiche la sua affermazione che «gli italiani non si fanno abbindolare» dalle promesse elettorali.

OSWALD GRACIAS
Il partito asiatico rappresenta le nuove frontiere della Chiesa in Cina, India, Filippine ed Estremo Oriente e in questi anni deve affrontare gli attacchi dei fondamentalisti ai cattolici: punterà sul cardinale Oswald Gracias, nato nel 1944 a Bombay, sacerdote dal 1970, vescovo dal 1997, cardinale dal 2007 e presidente dei vescovi asiatici dal 2011. Oppure su Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, nato a Polgahawela, nello Sri Lanka, nel 1947. Sacerdote dal 1975, vescovo dal 1991, è cardinale dal 2010. Anche il filippino Luis Antonio Gokim Tagle, nato a Manila nel 1957, sacerdote dal 1982, vescovo nel 2001 e cardinale nel 2012, potrebbe raccogliere consenso in questa area: è considerato una delle voci più autorevoli tra i cattolici asiatici.

MARC OUELLET
Il partito della curia rappresenta i vertici del potere in Vaticano ed è guidato da Tarcisio Bertone, segretario di Stato e cardinale camerlengo che gestirà la transizione tra le dimissioni di Benedetto XVI e l’elezione del Papa. Con gli «americani» guidati dal cardinale Timothy Dolan punterà sul prelato canadese Marc Ouellet. Nato nel 1944 a La Motte, nello stato del Québec, diventa sacerdote nel 1968, vescovo nel 2001, arcivescovo di Québec e primate del Canada nel 2002, cardinale nel 2003. Oggi è prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina.

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