Cronaca

Papa Francesco: "L'ergastolo pena di morte nascosta"

Parlando ai delegati dell'Associazione internazionale di diritto penale il Pontefice è intervenuto in modo deciso sul tema della giustizia

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Redazione

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"L'ergastolo è una pena di morte nascosta": Papa Francesco, ricevendo in Vaticano una delegazione di circa 30 esponenti dell'Associazione internazionale di diritto penale, va oltre la condanna della pena di morte in sé e sfrutta l'occasione per una più ampia (e decisamente cristiana) riflessione sul tema. Ecco alcuni dei passaggi più importanti del lungo discorso tenuto dal Pontefice:

Il fine non giustifica i mezzi. "La cautela nell'applicazione della pena dev'essere il principio che regge i sistemi penali" e "la piena vigenza e operatività del principio pro homine deve garantire che gli Stati non vengano abilitati, giuridicamente o in via di fatto, a subordinare il rispetto della dignità della persona umana a qualsiasi altra finalita', anche quando si riesca a raggiungere una qualche sorta di utilita' sociale".

Frodi, corruzione e malapolitica: i delitti più gravi. "Le forme di corruzione che bisogna perseguire con maggiore severità sono quelle che causano gravi danni sociali, sia in materia economica che sociale, come le frodi contro la pubblica amministrazione o l'esercizio sleale dell'amministrazione o qualsiasi sorta di ostacolo alla giustizia". E al proposito, Papa Francesco ha poi chiesto che il diritto penale non stani solo "i pesci piccoli".

Niente carcere per bambini e anziani. "Gli Stati devono astenersi dal castigare penalmente i bambini", che invece devono "essere destinatari di tutti i privilegi che lo Stato è in grado di offrire". Inoltre, il Pontefice ha chiesto "trattamenti particolari per gli anziani".

No alle torture legalizzate. "Una forma di tortura è a volte quella che si applica mediante la reclusione in carceri di massima sicurezza", con la "mancanza di stimoli sensoriali, la completa impossibilità di comunicazione e la mancanza di contatti con altri esseri umani". Trattamenti definiti "crudeltà" da Papa Francesco: "un autentico 'plus' di dolore che si aggiunge ai mali propri della detenzione".

Carcerazione preventiva o pena occulta? La carcerazione preventiva, ha detto il Papa, "quando in forma abusiva procura un anticipo della pena, previa alla condanna, o come misura che si applica di fronte al sospetto più o meno fondato di un delitto commesso, costituisce un'altra forma contemporanea di pena illecita e occulta, al di là di ogni patina di legalità".

Tra capri espiatori e vendette trasversali. Nel discorso agli esponenti dell'Associazione internazionale di diritto penale Papa Francesco ha poi anche voluto registrare la tendenza nelle società contemporanee a costruire capri espiatori e a "costruire deliberatamente i propri nemici", mettendo al proposito in guardia "giudici e operatori del sistema penale" dalla "pressione dei mezzi di comunicazione di massa, di alcuni politici senza scrupoli e delle pulsioni di vendetta che serpeggiano nella societa'".

Santi e peccatori. "Non si apprende solo dalle virtù dei santi", ha detto tra l'altro il Pontefice, "ma anche dalle mancanze dei peccatori".

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