Come sarà la Chiesa di Papa Francesco

Un uomo semplice ma che potrà realizzare i grandi cambiamenti che la Chiesa chiede - il video - le immagini di Piazza San Pietro - la reazione di twitter - chi è Papa Francesco I -

Papa Francesco I si affaccia su Piazza San Pietro (Credits: Ansa/Maurizio Brambatti)

Ogni Papa fa storia a sé. Guardando però ai più recenti predecessori di Francesco, si riconosce in Jorge Mario Bergoglio lo stile di Giovanni Paolo I.

Anzitutto perché porta stampato in volto lo stesso «sorriso di Dio». Poi per la simile vita frugale – entrambi, da preti come da cardinali, non hanno mosso un dito per fare «carriera»; si sono limitati, sempre e soltanto, a professare la catechesi; hanno mostrato  una grande attenzione per gli ultimi del mondo, a partire dalle popolazioni africane e sudamericane.

Per dire: a metà novembre del 2002, con l’Argentina in piena crisi per i tango-bond, Bergoglio ha detto al suo popolo di «riprendere in mano il catechismo dei dieci comandamenti». Due anni prima, all’intero clero argentino aveva invece imposto le vesti della penitenza per pagare le colpe degli anni della dittatura militare, rendendo ancora più credibile la «sua» Chiesa.

Soprattutto, si somigliano perché Albino Luciani fu il primo pontefice a parlare di sé in termini umani e non spirituali. Così ha permanentemente fatto Jorge Mario e così farà Francesco, il primo Papa gesuita della storia. Perciò è facile anticipare che la chiesa cambierà molto, con questo Pontefice.

Luciani «regnò» soltanto trentatrè giorni. A Bergoglio toccherà presumibilmente molto tempo in più, potrà riformare profondamente un’istituzione tanto antica e ingessata, colpita da scandali terrificanti, da Vatileaks alla pedofilia.

Le sue forze saranno principalmente due: la semplicità dei costumi di vita e la distanza tenuta dalle gerarchie ecclesiastiche.

Il cardinale Bergoglio è venuto a Roma tre, massimo quattro volte ogni anno, e solo se convocato esplicitamente. Non intrattiene frequentazioni con i suoi colleghi cardinali e potrà fare pulizia nel clero senza la necessità di mantenere equilibri personali e «politici». Anche grazie alla forza numerica del suo popolo di riferimento, quello del Sud America, dove il cattolicesimo è in piena espansione.

Con lui, con Bergoglio, il Vaticano può davvero cominciare «un nuovo cammino di evangelizzazione». Già per il nome scelto, Francesco, davvero rivoluzionario, al punto da indicare una Chiesa pauperistica e spirituale, opposta allo sfarzo del potere temporale.

E chissà, infine, quanto altro di Papa Luciani accoglierà Francesco. Giovanni Paolo I aveva manifestato idee progressiste sull’uso degli anticoncezionali, sui beni materiali della Chiesa e (si dice) anche sul celibato. Ma tutto questo, in una prima fase, sarà difficile da realizzare. Anche se si arriva «dall’altra parte del mondo».

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