Un Papa "molto sorridente" al pranzo di pace che si è tenuto nel Refettorio del Sacro Convento di Assisi. Presenti i circa 500 rappresentanti delle fedi che hanno preso parte all'evento. "La preghiera per la pace è stata preparata da un bel momento di convivialità", riferisce il fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi.

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Al tavolo del Papa, sedevano accanto a lui da una parte il Patriarca ecumenico Bartolomeo I e dall'altra il prete albanese Ernst Simoni Troshani che ha vissuto la dittatura in Albania e che il Papa aveva già incontrato nel suo viaggio a Tirana come testimone di quel periodo, passato dal sacerdote per quasi vent'anni in carcere. Al tavolo del Papa anche il Rabbino David Rosen, il filosofo polacco Zygmunt Bauman, l'arcivescovo di Canterbury Justin Welby e una rifugiata.

A concludere la festa una torta con 25 candeline per festeggiare i 25 anni di patriarcato di Bartolomeo I. Per l'occasione è stata stappata anche una bottiglia di champagne.

L'omelia del mattino: Non esiste un dio della guerra

In ginocchio a pregare il Dio della pace, insieme, "oltre le divisioni delle religioni", fino a sentire la "vergogna" della guerra e senza "chiudere l'orecchio" al grido di dolore di chi soffre. Lo spirito col quale il Papa è partito per Assisi è stato spiegato da Francesco stesso all'omelia della Messa celebrata prima della partenza in Casa Santa Marta. "Non esiste un Dio di guerra", ha detto il Pontefice.

"Non esiste un dio di guerra", ha affermato Francesco, secondo quanto riporta la Radio Vaticana. La guerra, la disumanità di una bomba che esplode facendo morti e feriti, tagliando la strada "all'aiuto umanitario" che non può arrivare a bambini, anziani, malati, è solo opera del "maligno" che "vuole uccidere tutti". Per questo, è necessario pregare, anche piangere per la pace, tutte le fedi unite nella convinzione che "Dio è Dio di pace".

Il grande giorno di Assisi, 30 anni dopo Giovanni Paolo II, è partito stamattina dalla cappella di Casa Santa Marta. "Oggi, uomini e donne di tutte le religioni, ci recheremo ad Assisi. Non per fare uno spettacolo: semplicemente per pregare e pregare per la pace", sono state le prime parole del Papa all'omelia. E ovunque, ha ricordato Francesco - come da lui chiesto in una lettera "a tutti i vescovi del mondo - oggi sono organizzati "raduni di preghiera" che invitano "i cattolici, i cristiani, i credenti e tutti gli uomini e le donne di buona volontà, di qualsiasi religione, a pregare per la pace", giacché - ha esclamato nuovamente - "il mondo è in guerra! Il mondo soffre!". "Se noi oggi chiudiamo l'orecchio al grido di questa gente che soffre sotto le bombe, che soffre lo sfruttamento dei trafficanti di armi, può darsi che quando toccherà a noi non otterremo risposte. Non possiamo chiudere l'orecchio al grido di dolore di questi fratelli e sorelle nostri che soffrono per la guerra", ha sottolineato il Pontefice. 

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