La Selva ha vinto il Palio dell'Assunta: dopo il rinvio di un giorno a causa della pioggia, è stato Giovanni Atzeni, detto Tittia, a vincere su Polonski la corsa che si è tenuta oggi. Erano 5 anni e 46 giorni che la Selva non vinceva un palio, dal 2 luglio del 2010. Per la Selva è la vittoria numero 37, la quarta nel XXI° secolo, raggiungendo la Tartuca come contrada più vincente negli ultimi quindici anni.

 

La sicurezza

"Non ci sono le condizioni di sicurezza per i cavalli", ha detto ieri il sindaco in accordo con i "deputati della festa, i tecnici del Comune e i capitani delle contrade" per spegare la decisione di rimandare di un giorno il Palio dell'Assunta. E poco importa se ci saranno meno turisti sui palchi e in piazza: "Questo non è uno spettacolo per chi paga il biglietto - aveva detto poco prima del rinvio ufficiale il primo cittadino - ci rammarichiamo per chi non potrà assistere alla corsa, ma noi non ci assumeremo alcun rischio sulla sicurezza dei cavalli". Una risposta indiretta a quanto, poco dopo, sarebbe andato in scena ad Acqua Calda dove ieri un gruppo di un centinaio di animalisti, per circa due ore, si è fronteggiato con circa 200 contradaioli, tenuti a distanza dalle forze di polizia. Slogan e cartelli contro il Palio, e più in generale contro tutte le manifestazioni che prevedono lo "sfruttamento" degli animali, e contro i contradaioli.

Le proteste

"Nessun animale deve essere sacrificato in nome della tradizione", recitava uno degli striscioni esposto dal Partito animalista europeo, gli organizzatori della manifestazione, ai quali i senesi hanno risposto intonando canti della tradizione. Oggi la carriera dedicata alla Madonna dell'Assunta si dovrebbe correre: il sole nel pomeriggio di ieri è tornato a splendere e ad asciugare il tufo in piazza del Campo dove, prima della carriera, si svolgerà anche il tradizionale corteo storico. Confermate dalle 10 contrade, nove delle quali correranno anche contro la tradizionale rivale (solo la Selva è senza nemica sul tufo), le accoppiate cavallo-fantino. E così si contenderanno il Drappellone, dipinto con il vino (la tecnica dell'enoarte) dall'artista Elisabetta Rogai, anche padre e figlio: Enrico Bruschelli detto Bellocchio che corre per l'Oca e il padre Luigi Bruschelli detto Trecciolino, per l'Istrice, il re della piazza in cerca della 14esima vittoria che gli consentirebbe di eguagliare il record di Aceto. (ANSA)

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