Nadia Francalacci

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Aveva sentito degli scricchioli e dei rumori strani nel silenzio della notte. Guarda l’orologio e poi decide di chiamare i carabinieri. È da poco trascorsa la mezzanotte quando arriva la telefonata alla centrale operativa del 112 da un'inquilina del palazzo di Lungotevere Flaminio. La donna è agitata e i militari, cercano di tranquillizzarla:""Stia tranquilla stiamo arrivando".

La donna è allarmata, spiega dettagliatamente che cosa aveva sentito e in pochi minuti i carabinieri, i vigili del Fuoco e una pattuglia della polizia municipale, sono sul posto e iniziano ad ispezionare la palazzina dal primo piano fino all’ultimo, il settimo. È proprio qui che i vigili trovano delle profonde aperture sul solaio, lungo la muratura, delle spaccature che nel giro di poche decine di minuti, avrebbero ceduto.

"Io abito al secondo piano del palazzo. A mezzanotte e venti l'inquilina del 7 piano ha sentito degli scricchiolii. Avendo contatti diretti con le forze dell'ordine, ha chiamato e sono accorsi i vigili del fuoco". Così ripercorre quelle ore, l'ingegner Andrea Ciacchella, residente nel palazzo di lungotevere Flaminio 70 che la scorsa notte è crollato parzialmente.

"Io li ho fatti entrare anche a casa mia - ha continuato a spiegare - ma da me non c'erano problemi. Allora siamo saliti al settimo piano, e c'erano delle aperture sul solaio. Per cui con i vigili del fuoco abbiamo ipotizzato un cedimento. Così, abbiamo concordato con i vigili del fuoco l'evacuazione”.

Solamente la prontezza del caposquadra dei Vigili del Fuoco, poi, ha evitato il peggio. "Al momento del crollo non ho visto nulla, c'era una grande nube- precisa l’ingegnere- sembrava come le Torri Gemelle. Saranno state le 2 di notte, ma avevo perso la cognizione del tempo”.

"I vigili del fuoco stavano per rientrare per un secondo sopralluogo – ha poi concluso - per fortuna non sono rientrati". Se fossero rientrati, sarebbero stati sorpresi dal crollo della palazzina.

Ma che cosa ha determinato il crollo? Ci sono già delle ipotesi al vaglio degli inquirenti, che hanno aperto un'indagine per crollo colposo di edificio. Il cedimento, infatti, potrebbe essere stato causato da dei lavori in un appartamento al quinto piano dell'edificio.

"Il palazzo era stato ristrutturato due mesi fa, ed erano stati scongiurati i rischi primari. Si tratta di uno stabile del 1928, finito nel 1939 - ricorda un condomino- costruito con determinati criteri strutturali. Tutto il resto dell'edificio infatti ha retto, qualcosa sarà successo al V piano: E infatti il solaio sottostante regge da solo il peso delle macerie".

L'appartamento, ricorda l'uomo, è stato appena acquistato "per 1,1 milioni di euro" e dai balconi si gode di una straordinaria vista sul fiume, su Monte Mario e fino alla Farnesina. E' il palazzo dove si trova il Teatro Olimpico, nel cuore di un quartiere di pregio, abitato da professionisti.

Il comandante dei vigili urbani di Roma Raffaele Clemente ha confermato: "Pare ci fossero dei lavori nel palazzo e dobbiamo capire che tipo di interazione ci sia stata tra i lavori e il collasso. Si sapra' di più nel primo pomeriggio".

Intanto, a distanza di qualche ore, arrivano le prime testimonianze dei condomini: "Io abito al quinto e sesto piano. Nell'appartamento accanto al mio, ovvero quello del crollo, stavano facendo dei lavori. Hanno rimosso dei tramezzi che 'collaboravano' con i muri portanti, cioè sostenevano parte del peso. Si vedeva dalla mia finestra. L'idea era un grande open space- racconta Massimo Goffredo, 48 anni, architetto e residente del palazzo- io non sapevo se avessero puntellato". "Inoltre al piano di sopra - continua - c'erano degli enormi e pesantissimi vasi di cemento, pieni di terra e acqua, per cui più volte avevamo protestato. A mio avviso il loro peso ha contribuito al cedimento". 

Ma questa notte a soccorrere le famiglie evacuate sono stati gli autobus dell'Atac. E' stata proprio l'azienda di trasporto romana a mettere a disposizione due autobus riscaldati, trasformati per l'occasione in un primo ricovero di emergenza.

A seguito del crollo parziale della palazzina in piazza Gentile da Fabriano, il Comune di Roma, ha deciso di chiudere al traffico il Lungotevere Flaminio, nel tratto che va da piazza Gentile da Fabriano a Ponte Duca D'Aosta (Stadio Olimpico). La polizia locale della Capitale, infatti, ha invitato i cittadini a percorrere strade alternative.

Solo sei giorni fa ad Arnasco, nel savonese, un altro crollo di una palazzina che ha provocato la morte di cinque persone. In questo caso la causa del crollo non è imputabile ad un cedimento strutturale, come probabilmente è avvenuto a Roma, ma ad una fuga di gas. L'accensione di un interruttore all'interno di un appartemente della palazzina ha innescato lo scoppio e determinato il crollo nell'intera struttura.

  

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