Spari Ostia
Cronaca

Ostia: chi sono le 6 famiglie che si dividono il territorio

Spada, Fasciani, Guarnera, Di Silvio, Casamonica, Triassi: sono i clan che gestiscono il business della droga e degli alloggi popolari

Estorsioni, minacce e intimidazioni a colpi di pistola. Ad Ostia, gli equilibri tra i clan che silenziosamente, negli anni, hanno preso il controllo del litorale romano, si sono spezzati ed è iniziata una guerra.

I boss dei sei clan presenti sul litorale hanno iniziato a sparare in quel territorio che non è di tradizione mafiosa ma, semmai, "colonizzato" da "mafie di importazione".

La "pax mafiosa", ovvero, l’equilibrio fragilissimo che si era creato tra le cupole del litorale, è “saltata” dopo l'aggressione al giornalista Piervincenzi da parte di Roberto Spada, fratello del boss Romoletto e esponente della famiglia sinti che controlla il racket delle case comunali e il traffico di droga.

Ma chi sono, dunque, i clan che si contendono il territorio?

Il clan Fasciani

Il cognome “Fasciani” indica “don Carmine”, boss indiscusso dell’omonimo clan che spadroneggia sul litorale detenendo il business della droga e delle estorsioni. Don Carmine, al centro di numerose relazioni antimafia della Dia, lega il suo nome sia ad esponenti del Nar che ha soggetti come Gennaro Mokbel, il faccendiere che avrebbe gestito i fondi neri per colossi come Telecom e Fastweb.

Don Carmine, 67 anni, di origini abruzzesi si trasferisce ad Ostia negli anni Settanta. Dopo pochi mesi, comincia ad avere rapporti con la Banda della Magliana. Poi, dagli anni Ottanta, inizia l'escalation criminale sul litorale: droga e estorsioni. Infine tenta il salto imprenditoriale acquistando uno stabilimento balneare “Village” a Ostia Ponente.

Don Carmine oggi è a processo con le figlie Sabrina e Azzurra.

Il clan Spada

Dove perdono terreno i Fasciani, decimati dalle inchieste giudiziarie, arrivano gli Spada. Un’inchiesta della magistratura dimostrò come il capo dell’ufficio tecnico del Municipio X, utilizzasse il modus operandi degli Spada per “espropriare” e riassegnare ad imprenditori e amici, tra cui gli stessi Spada, gli stabilimenti e le concessioni balneari più contese.

Il modus operandi degli Spada per affermare il potere emergente è quello che è stato filmato dal giornalista aggredito tre settimane fa, ovvero, minacce e pestaggi.

Alla famiglia rivale dei Baficchio, ad esempio, gli Spada tolsero con aggressioni e colpi di pistola, un alloggio popolare perché un membro del clan Spada aveva bisogno di una stanza in più. A Ostia gestiscono ancora il racket delle case comunali.

Il clan Guarnera

Acilia, periferia tra Ostia e Roma, è in mano ai Guarnera.

I Guarnera sono il braccio dei Casalesi nella Capitale. Sono loro ad avere il controllo dei videopoker e delle slot machines. Le indagini hanno evidenziato gli affari tra esponenti di vertice della criminalità organizzata campana e noti appartenenti alla criminalità organizzata romana.

In particolare, la magistratura ha accertato come il boss Mario Iovine gestisse il settore delle slot machine dalla Campania attraverso Sergio Guarnera e Sandro Guarnera, considerati dagli inquirenti elementi di “pericolosi socialmente”.

I clan Di Silvio-Casamonica

Insieme agli Spada, a gestire il traffico di usura, estorsioni e droga sul litorale romano ci sono anche i Casamonica, imparentati con i Di Silvio e affiliati degli Spada.

Un intreccio di parentele che permette di controllare il racket delle case comunali. Ma i Casamonica a Ostia sono dediti anche al controllo della droga nella zona popolare di Ostia Nuova.

La loro forza è la territorialità che trova origine nella loro presenza capillare nella zona. A Ostia Ponente, hanno creato il loro quartier generale, dove hanno ville fortificate, protette da sistemi di sorveglianza di ultima generazione.

Il clan Triassi

I clan Triassi di Siculiana sono stati gli “eredi” della Banda della Magliana sul litorale di Roma. Originari della provincia di Agrigento, i Triassi gestiscono il controllo dei chioschi e delle attività commerciali del litorale, oltre al traffico di droga e armi che arrivano dai Balcani.

Nel 2007 e nel 2011, i vertici del clan Triassi furono al centro di una faida per la gestione di una spiaggia libera sul lungomare Toscanelli.

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