Cronaca

Ong: il caso Zuccaro-Moas spiegato bene

Le accuse della procura di Catania, la difesa della Ong, le posizioni della Capitaneria di Porto e del Csm che sulla questione vuole fare chiarezza

sbarchi migranti

Ilaria Molinari

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L'organizzazione non governativa Moas è sotto i riflettori da quando il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, ha indicato che ci possono essere "contatti diretti fra i trafficanti di uomini e le Ong" generando un business importantissimo "al pari dei quello della droga". Nessuna carta, nessuna prova per ora da parte del magistrato, ma parole che il procuratore siciliano ha scagliato prevalentemente contro MOAS, ong con sede a Malta, che ha però respinto le accuse al mittente con un'audizione alla Commissione Difesa del Senato e al comitato Schengen.

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Ma andiamo con ordine.

Cosa ha detto Zuccaro - Il 3 maggio il pm di Catania aveva insistito sul fatto che non tutte le Ong sono filantrope. E la politica deve dare ai magistrati in prima linea gli strumenti per uscire dall'impasse che ha bloccato l'azione investigativa: dagli ufficiali di polizia giudiziaria imbarcati a bordo delle navi, alla possibilità di intercettare le richieste di aiuto che partono da cellulari satellitari, alla chiarezza sui finanziamenti.

A dire la verità nel mirino del procuratore non ci sono realtà consolidate come Medici senza frontiere e Save the children, ma altre "di recente fondazione", che sembrano godere di ingenti risorse economiche. Tra cui la maltese Moas che avrebbe anche ricevuto soldi dal magnate George Soros.

Cos'è Moas -  La Migrant Offshore Aid Station (Moas) è una ong con sede a Malta che opera nel soccorso di vite umane nel Mar Mediterraneo, nel Mar Egeo e nel Golfo del Bengala. Di fronte alla commissione Difesa del Senato e al comitato Schengen ha respinto tutte le accuse, sia quelle di legami con i trafficanti sia quelle relative al finanziere: "I nostri interventi non sono mai autonomi e indipendenti ma noi ci muoviamo solo dopo la chiamata del centro operativo di Roma".

È successo "che le operazioni siano venute a meno di 12 miglia dalla costa libica. Si sono verificate queste circostanze, sempre su indicazione del Mrcc di Roma". E sui finanziamenti ha chiarito: "Mai ricevuto finanziamenti da Soros. Le nostre fonti di finanziamento sono i privati, le aziende, le sovvenzioni istituzionali, e le campagne di crowdfunding".

La posizione del Csm - Il Consiglio Superiore della Magistratura si è comunque schierato a favore di Zuccaro assicurando di fornire tutti i sostegni necessari a portare avante le indagini della Procura di Catania, così come quelle di altri uffici. Contemporaneamente la commissione difesa del Senato ha deciso un supplemento di istruttoria e il presidente Nicola La Torre ha annunciato la convocazione del procuratore di Trapani, titolare di un'altra inchiesta, anticipata da Panorama, che vede indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina i rappresentanti di una nave di una Ong.

La posizione della guardia costiera - Il comandante generale della Guardia Costiera Vincenzo Melone ha confermato in audizione che "le ong operano sotto la supervisione della guardia costiera". "Su tutto ciò che avviene - ha precisato - al di fuori dal soccorso, il prima o il dopo, non vi è né vi potrebbe essere alcun controllo, né sulle rotte seguite, salvo che per le ong battenti bandiera nazionale su cui l'autorità italiana è competente".

L'uso delle ong è necessario alla guardia costiera, ha spiegato Melone, che non dispone di mezzi sufficienti per salvare tutte le vite umane che si presentano ogni giorno nel Mediterraneo.

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