Omicidio Varani, il teste: "Foffo e Prato fuori di testa"

Un pugile ascoltato come testimone racconta di essere stato a casa dei due assassini e di aver rifiutato un mix di alcol e cocaina

Una foto di Luca Varani dal suo profilo Facebook – Credits: Ansa/Facebook Luca VArani

Redazione

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"Hanno offerto anche a me alcol e cocaina, a quest'ora potevo essere al posto di Luca". Arriva da un testimone la conferma che lo scellerato piano di Luca Prato e Manuel Foffo era quello di "fare del male" a qualcuno. Le parole del teste, che nella casa dell'orrore al Collatino c'è stato per una manciata di ore giovedì 3 marzo, hanno analogie inquietanti con la confessione resa da Foffo domenica scorsa, quando l'universitario ha raccontato agli inquirenti le ultime drammatiche ore di Luca Varano.

Due ore in cui il 23enne è stato in balia dei suoi aguzzini dopo aver bevuto un mix di alcol e medicinali. Ore in cui il giovane Varani, come ribadito dal gip nel provvedimento con cui ha confermato il carcere per i due arrestati, ha lottato fino all'ultimo contro la follia omicida e sadica di Foffo e Prato. "Non ho accettato quella bevanda - ha raccontato agli inquirenti il teste, 34enne italiano - solo perchè a me non piacciono i superalcolici e preferisco la birra. E ho rifiutato anche la cocaina".

L'uomo fornisce elementi importanti su quale fosse lo stato psicofisico di Foffo e Prato a poche ore dal tragico omicidio. "Erano fuori di testa - ha aggiunto il testimone, un pugile dilettante - Mi hanno offerto a più riprese anche della cocaina ma io ho sempre rifiutato". In base al suo racconto, è stato il padrone di casa ad invitarlo con una telefonata intorno alle 5 del mattino di giovedì scorso. "Vieni qui, mi hanno detto. Ho preso un taxi e sono arrivato in via Igino Giordani", ha aggiunto.

I due non erano travestiti da donna, ma il teste ha notato una parrucca rosa nell'appartamento che però nelle ore in cui lui era lì nessuno ha indossato. "Prima di andare via intorno alle 8,30 - ha concluso davanti ai pm spiegando di non avere fatto sesso con i due - ho sentito Prato rivolgersi a Foffo e dire "tanto con lui non dovevamo fare nulla". Una frase che, alla luce del terribile omicidio, ora suona macabra: forse il pugile era stato scelto come potenziale vittima ma non essendo caduto nella trappola è stato lasciato andare.

Dopo di lui presumibilmente è arrivata la telefonata a Varani e la terribile trappola fino all'efferato omicidio.

Resta il giallo della donna e dell'uomo che la mattina del 4 marzo hanno incontrato Luca su un treno regionale. Gli inquirenti vogliono ascoltarla per chiarire le ore che hanno preceduto il massacro. Varani, infatti, viene contattato da Prato alle 7.12 del mattino e raggiunge il Collatino circa mezzora dopo. In quel lasso di tempo ha parlato con due persone che potrebbero fornire agli inquirenti altri tasselli di verità a questa macabra vicenda.

Gli inquirenti inoltre sono tornati ad ascoltare anche il padre di Foffo, oltre ad altri testimoni. Obiettivo di chi indaga e ricostruire le fasi che hanno portato il giovane a confessare al padre, la notte di sabato scorso, quanto compiuto.

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