Cronaca

Omicidio nel Nuorese, ci sono due sospettati

Sono due coetanei di Gianluca Monni, con il quale hanno litigato per apprezzamenti alla ragazza. Hanno tanti precedenti penali, il loro alibi vacilla

Studente ucciso mentre aspettava bus per andare a scuola

Una foto di Gianluca Monni tratta dal suo profilo Facebook. PROFILO FACEBOOK DI GIANLUCA MONNI

Ci sono due sospettati per l’omicidio di Gianluca Monni, il diciannovenne di Orune, provincia di Nuoro, freddato a colpi di fucile ieri mattina alla fermata dell’autobus per andare a scuola. I due, che in questo momento vengono tenuti sotto stretta osservazione dai carabinieri della compagnia di Bitti guidati dal capitano Fabio Saddi, sono due coetanei di Gianluca, con il quale avrebbero avuto una violenta discussione dopo pensanti apprezzamenti rivolti alla fidanzata della vittima.

Tutto è successo durante l’ultima festa Cortes Apertas, la tradizionale rassegna autunnale alla riscoperta delle tradizioni e dei prodotti della Barbagia. Gianluca era in una sala da ballo con la sua fidanzata, di un anno più piccola, quando i due avrebbero fatto delle avances. C’è chi dice ne sia seguita una violenta rissa, chi parla di scontro evitato all’ultimo momento, fatto sta che oggi i due protagonisti di quella serata sono finiti sotto la lente degli investigatori.

Presi alla larga, avrebbero fornito un alibi per la mattina del venerdì, quando si è consumato l’omicidio. Ma il racconto fornito agli uomini dell’arma viene considerato debole, se non addirittura poco attendibile. I due sospettati poco più che maggiorenni, hanno un ricco curriculum di reati, soprattutto contro la persona e contro il patrimonio.

Peccato che gli abitanti di Orune abbiano deciso di non collaborare con le forze dell’ordine. Gianluca Monni è stato ucciso da due uomini a volto coperto alla fermata dell’autobus. A meno di quattro metri da lui c’erano circa sette persone. Nessuno di loro ha visto nulla, né l’auto che si ferma, né l'uomo che scende, che impugna un fucile e ammazza il ragazzo a distanza di un paio di metri.

I testimoni parlano soltanto di un’auto scura. Basta così. Niente marca, niente targa, niente di niente. Omertà assoluta. E siamo in una zona della Sardegna in cui quando arriva una macchina sconosciuta dentro un paesino di montagna, la gente subito legge e memorizza la targa. E se è il caso ti ferma e ti chiede chi sei, cosa sei venuto a fare, quanto tempo pensi di trattenerti.

 

 

 

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