Ancona: ecco perché un padre uccide la figlia

Esiste davvero il raptus omicida? Ecco le motivazioni scientifiche per capire cosa può indurre un padre a sterminare la propria prole

Ecco che cosa spinge un padre ad uccidere la figlia

– Credits: Ansa

Nadia Francalacci

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L'uomo gironzolava tra le stanze della casa, la bambina dormiva nella culla. Luca Giustini, un ferroviere di 34 anni, stava aspettando la sua bambina di 18 mesi si svegliasse per poter raggiungere la moglie Sara e l'altra figlia di quattro anni e mezzo, al mare, nella vicina spiaggia di Palombina, in provincia di Ancona.

Poi, improvviso, il momento di follia: l’uomo prende un coltello dalla cucina e colpisce la figlia al cuore. Un’unica coltellata in pieno petto. E la uccide.

Ma che cosa può aver scatenato tanta violenza? E' stato lui stesso, poi, a telefonare alla moglie e a dirle che era accaduto qualcosa di grave. L'uomo, arrestato dai carabinieri, è stato portato in ospedale perché, secondo quanto affermano gli stessi investigatori, era in evidente stato confusionale.

Silvio Ciappi, criminologo e psicologo forense, “raptus di follia” è un’espressione forse usata un po’ troppo frequentemente. Ma che cos’è veramente un raptus ed è possibile che ogni omicidio sia “giustificato” così?
No, è una invenzione che risale alla nomenclatura psichiatrica di fine ottocento. Invece di parlare di raptus preferisco parlare di automatismo psicologico come lo definiva Pierre Janet. In questo genere di omicidi si mette in azione il sistema arcaico di difesa, quello che si annida nel nostro cervello più antico, nel sistema troncoencefalico. Tale sistema annulla le nostre capacità intellettive superiori come il sistema dell'attaccamento e quello del ragionamento, attività che invece si annidano nei centro encefalici superiori come il sistema limbico e quello neo corticale.

In molti casi di omicidio, si scopre a posteriori, che potevano essere evitati. Quali sono gli eventuali  “segnali” che possono mettere in allarme un familiare?
L'essere stato vittima di un trauma non risolto adeguatamente. La possibilità di poter chiedere aiuto è fondamentale. La famiglia dovrebbe essere un luogo di discussione non di amplificazione dei problemi. In questo caso credo che occorra anche a livello nazionale una campagna di sensibilizzazione sulla utilità delle psicoterapie

Soffermiamoci sul caso di Ancona. Perché un padre colpisce al cuore, con un unico fendente, il proprio figlio? Quale potrebbe essere una spiegazione psicologica di tale gesto?
In questi caso la vittima diviene un'ombra sinistra, il riflesso di qualche zona d'ombra dell'assassino. Il rapporto familiare è determinato dalle relazioni passate e in casi come questi come questi troviamo spesso ancora  una volta dei traumi irrisolti nella famiglia d'origine. Se si è ancora troppo legati alla famiglia d'origine che ci ha reso impensabile lo svincolo oppure se si è troppo ancora figli difficilmente possiamo diventare padri. E' storia antica.

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