Il nuovo capo della Procura di Palermo: 3 cose da sapere

Nominato Francesco Lo Voi, da sempre ostile a Massimo Ciancimino, principale teste nel processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia

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In una vecchia foto del 2004 Massimo Lo Voi (a sinistra) con Piero Fassino – Credits: ANSA

Anna Germoni

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Il Csm, dopo un plenum tesissimo ha nominato a capo della Procura di Palermo, Francesco Lo Voi. Persona riservata, poco incline ai riflettori dei media e magistrato dedito solo ai fatti provati e avverso alle ipotesi suggestive.    
 
Carriera
In magistratura dal maggio 1981, ha iniziato la carriera come pretore a Sanluri (CA) e, successivamente è stato giudice al tribunale di Caltanissetta e poi pretore a Palermo. Dal 1990 al 1997 è stato sostituto procuratore della Repubblica a Palermo, entrando a far parte della Direzione distrettuale antimafia fin dalla sua costituzione e lavorando sia con Giovanni Falcone che con Paolo Borsellino. Dal 1997 ha svolto le funzioni di sostituto procuratore generale a Palermo, continuando ad occuparsi di processi di mafia in grado di appello (tra i quali quelli contro esecutori e mandanti dell’omicidio di Padre Giuseppe Puglisi). Poi la nomina a segretario generale della procura generale della Repubblica. È stato il fulcro della rete giudiziaria Europea, fin dalla sua costituzione, nell’ambito della quale ha svolto un’intensa attività di cooperazione giudiziaria internazionale.
 
Malumori dei pm Stato-mafia
Al palazzo di Giustizia palermitano la scelta del dottor Lo Voi, come capo della Procura, da parte del plenum del Csm ha creato numerosi mal di pancia e umori neri. Soprattutto tra i pubblici ministeri titolari del processo Stato-mafia. Infatti attraverso i media in un crescendo di dichiarazioni, direttamente proporzionali all’avvicinarsi della nomina del loro procuratore capo, avevano auspicato e suggerito al Csm di scegliere un candidato “disposto a confermare la sua condivisione del processo per la trattativa e dei pm che lo gestiscono”. E di certo non si auguravano proprio Lo Voi, come procuratore capo del loro ufficio. Infatti come rappresentante dell’Italia presso l’unità di cooperazione Eurojust, Lo Voi è riuscito a sbloccare l’indagine sul tesoro in Romania. L’inchiesta condotta dalla procura di Roma e guidata da Pignatone ha ottenuto grazie al suo ausilio, l’arresto di cinque imprenditori e il sequestro della Ecorec, la società di diritto proprietaria delle discariche rumene di Gline e Tulcea, il cui vero dominus è, secondo l’accusa, Massimo Ciancimino. Proprio quel Massimo Ciancimino che risulta essere il principale teste dell’impianto accusatorio dei pm siciliani per il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia.
 
Massimo Ciancimino è in caduta libera
Nelle intercettazioni, disposte dal dottor Pignatone a carico di Ciancimino jr e i suoi sodali in affari, il figlio di Don Vito sostiene con i suoi soci (Romano Tronci e Santa Sidoti, che nel frattempo è deceduta) di aver iniziato a collaborare con i magistrati palermitani perché sotto pressione a causa dei suoi numerosi beni sequestrati. “Se mi lasciavano con la barca in mezzo al mare tutto ‘sto processo non veniva fuori”. E proprio Massimo Ciancimino  “mette in relazione il tesoro in Romania e la sua eventuale tutela con le dichiarazioni rese in altri procedimenti. A suo dire, lo stesso processo sulla trattativa Stato-mafia, sarebbe nato dalla necessità di tutelare i propri interessi”.  I pm Antonino Di Matteo e Vittorio Teresi, nonostante le controversie giudiziarie del figlio di don Vito Ciancimino, indagato da cinque procure d’Italia, già condannato in primo grado a 3 anni per detenzione di esplosivo e interdetto per 5 anni dagli uffici pubblici, arrestato e imputato di calunnia aggravata nella stessa Procura di Palermo per avere confezionato ai pm un documento falso nel quale si ipotizzava che l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro avesse avuto un ruolo di primo piano nella “trattativa” fra Stato e Cosa nostra, tentano di riattribuire una patente di credibilità a Massimo Ciancimino, scrivendo che “è palese”, “la sua buona fede”. Con Lo Voi, ora è in caduta libera.
 
 

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