Nozze gay. Anche la Consulta preme per la riforma

Marilisa D’Amico, docente a Milano, è convinta che la Corte costituzionale darà presto impulso alle unioni civili. Ma non ancora al matrimonio tra gay

Un matrimonio gay celebrato a Taiwan (Credits: Epa/Buddhist Hongshi College)

Damiano Iovino

-

La risposta della Corte costituzionale sulla eventuale incostituzionalità del «divorzio automatico», previsto quando uno dei coniugi cambia sesso, potrebbe dare nuovo impulso all’invito già rivolto dalla Corte nel 2010 al Parlamento perché emani una legge che regoli la vita delle coppie omosessuali.

E questo potrebbe avvenire all’inizio del 2014. Ne è convinta Marilisa D’Amico, ordinario di diritto costituzionale all’Università Statale di Milano e consigliere comunale del Pd. «Nella sentenza 138 del 2010 la Consulta ha riconosciuto che le coppie omosessuali hanno diritto alla tutela prevista dall’articolo 2 della Costituzione per le formazioni sociali» ricorda la costituzionalista.

Ma ha anche precisato che l’articolo 29 sul matrimonio tutela la famiglia eterosessuale, quindi bisognerà distinguere le unioni civili dal matrimonio. «Come avviene in Germania» spiega D’Amico «dove i due istituti hanno la stessa disciplina, salvo che per l’adozione che non è prevista per le coppie omosessuali».

A Milano dal settembre 2012 è operativo un registro comunale delle unioni civili: in pochi mesi si sono iscritte 650 coppie, non soltanto omosessuali. L’iscrizione ha effetto su alcune materie: dal diritto ad assistere il congiunto in ospedale alle graduatorie per le case popolari, ai servizi sociali, allo sport e al tempo libero. A questa lista il comune ha accettato di iscrivere anche una coppia di gay sposata in Inghilterra, che aveva tentato invano la trascrizione del matrimonio allo stato civile.

«I tempi sono maturi per arrivare a un riconoscimento del matrimonio tra gay» conclude D’Amico. «Questo Parlamento mi sembra molto laico e ci sono pochi ideologismi, come dimostra il fatto che siano già stati presentati tre progetti di legge dal M5S, dal Pd e dal Pdl». 

© Riproduzione Riservata

Commenti