'ndrangheta, sgominato racket dell'usura a Gioiosa Jonica

Sono 52 gli indagati in una maxi operazione in Calabria, partita dalla denuncia di un imprenditore

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È partita dalla denuncia di un imprenditore del settore tipografico, ora residente insieme al suo nucleo familiare in località protetta, l'operazione anticrimine che, nella locride, ha impegnato oltre 400 militari tra finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e dello Scico di Roma, e carabinieri del Ros, del Comando provinciale di Reggio e dello Squadrone Cacciatori.

Eseguite perquisizioni a carico di 52 indagati e un sequestro preventivo di beni mobili, immobili e società per un valore di circa 15,5 milioni di euro. L'indagine, condotta sotto la direzione della Dda di Reggio Calabria, ha preso le mosse dalla denuncia dell'imprenditore che ha raccontato una complessa attività di usura ai suoi danni da parte di soggetti vicini alle cosche di 'ndrangheta degli "Ursino - Macrì" e "Jerinò" di Gioiosa Jonica, "Rumbo - Galea - Figliomeni" di Siderno, "Bruzzese" di Grotteria e "Mazzaferro" di Marina di Gioiosa Jonica.

Le successive indagini avviate dalla Finanza su delega della Procura della Repubblica reggina, corroborate dalle investigazioni del Ros dei carabinieri sulle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, hanno permesso di ricostruire la struttura della 'ndrangheta di Gioiosa Ionica, riconducibile alle famiglie Ursino - Macrì - Jerinò e individuare un consistente giro di usura ai danni di oltre 50 soggetti ai quali le cosche applicavano interessi usurari oscillanti tra il 50% ed il 500% annuale.

Le indagini hanno evidenziato che quando la vittima di usura non poteva far fronte agli interessi mensili con il denaro veniva costretta, in alcuni casi, ad emettere fatture false a favore di società riconducibili e vicine agli usurai per far figurare costi mai sostenuti e abbattere la base imponibile ai fini della successiva tassazione. Molti dei componenti della locale di Gioiosa Ionica sono già detenuti e colpiti da condanne, pertanto il provvedimento di fermo è stato emesso a carico degli affiliati in stato di libertà, sul conto dei quali sono emersi concreti elementi a suffragio della sussistenza del pericolo di fuga all'estero, in considerazione degli strettissimi legami tra la 'ndrangheta gioiosana e la criminalità organizzata di matrice calabrese operante in Canada. (ANSA)

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