Cronaca

'Ndrangheta: chi sono i 35 imprenditori arrestati legati alla cosca Piromalli

In carcere sono finiti un funzionario dell'Anas e alcuni dipendenti pubblici dei comuni della Piana di Gioia Tauro accusati anche di associazione mafiosa

arresti Gdf

Nadia Francalacci

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Trentacinque imprenditori al servizio di una delle più potenti e spietate ‘ndrine della Piana di Gioia Tauro, la cosca Piromalli, sarebbero riusciti ad aggiudicarsi, in tre anni, appalti per oltre 100 milioni di euro.

Nel mirino della Guardia di Finanza e dei suoi reparti specializzati in criminalità organizzata e polizia tributaria sono finiti 27 appalti riguardanti l'esecuzione di importanti lavori pubblici nell'area della Piana tra il 2012 e il 2015. 

Nell’indagine coordinata dalle Dda di Reggio Calabria e Catanzaro, che questa mattina ha portato in carcere 35 persone e al sequestro di 54 imprese in tutta Italia, compaiono anche un funzionario dell'Anas e alcuni dipendenti di uffici tecnici di Comuni della Piana di Gioia Tauro interessati dalle gare d’appalto.

Gli appalti edili, finiti sotto la lente d’ingrandimento della Finanza, riguardavano i lavori più disparati: da quelli di risanamento e riqualificazione del manto stradale alla realizzazione di uno svincolo nel tratto reggino dell'autostrada A2.

Le allenanze con altre 'ndrine
La cosca Piromalli dopo aver intrecciato relazioni con il clan Muto, attivo sulla costa dell'alto Tirreno cosentino, e con il reggente della cosca cosentina Lanzino - Ruà - Patitucci, si sarebbe aggiudicata i più importanti appalti della provincia cosentina come la ristrutturazione di piazza Bilotti, a Cosenza, inaugurata soltanto poche settimane fa ed il parcheggio sotterraneo che invece è stato posto sotto sequestro nell'ambito dell'operazione. Non solo, i tentacoli della Cosca Piromalli sarebbero arrivati anche sui lavori della vecchia A3 Salerno-Reggio Calabria.

Coinvolti interi gruppi imprenditoriali
Tra gli imprenditori coinvolti figurano i vertici del gruppo Bagalà di Gioia Tauro e quello Barbieri di Cosenza. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere aggravata dalle modalità mafiose, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione e falso ideologico in atti pubblici.

I Piromalli, una cosca potentissima
La ‘ndrina Piromalli, secondo le indagini condotte dalla DIA è la più grande cosca dell'Europa occidentale, con oltre 400 membri e diverse migliaia di affiliati, meglio conosciuti come “contrasti onorati”.

I Piromalli sono attivi nel traffico di armi soprattutto grazie alla presenza nel loro territorio del Porto di Gioia Tauro ma operano anche nel settore agricolo, dei trasporti e come è stato dimostrato dall’inchiesta conclusa questa mattina, nelle truffe alla comunità europea e allo Stato attraverso infiltrazioni nel mondo imprenditoriale della zona.

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