Cronaca

Milano: multato per lo striscione pro-Marò

Si difende il commerciante di Affori, sanzionato con 412 euro per uno striscione in cui chiede più sicurezza ed esprime solidarietà a Latorre e Girone

STRISCIONE MARO'

Eleonora Lorusso

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Lo striscione non lo ha ancora tolto Giacinto Carriero e non ha intenzione di toglierlo. In compenso sta ricevendo la solidarietà di tutti gli abitanti del quartiere e persino di politici di pressoché tutti i partiti, che si sono offerti di pagare la multa che gli è stata fatta per averlo esposto: 412 euro che il titolare del bar CIPE deve pagare per aver appeso appunto uno striscione di protesta in via Brusuglio a Milano, in zona Affori. "Non siete in grado di garantire la sicurezza nel nostro Paese, figuriamoci se riuscite a riportare i nostri marò a casa" si legge sul quel manifesto, che campeggia dallo scorso 16 giugno e che per quasi tre mesi pare non abbia dato alcun fastidio a nessuno. Fino a quando, pochi giorni fa, la Polizia municipale si è presentata nel locale di Carriero e lo ha multato. "Ho ricevuto la solidarietà degli abitanti della zona e persino di avvocati che non conosco e che si sono offerti di assistermi gratis. Nei miei confronti sono state mosse accuse pesanti, mi hanno bollato solo perché ho chiesto più sicurezza per il nostro quartiere e che i nostri due militari (Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, quest'ultimo al momento in convalescenza in Italia) siano riportati a casa" spiega Carriero a Panorama.it.

Il tricolore dà fastidio

Il bar di Giacinto Carriero, interista sfegatato, è molto più di un locale nel quale sorseggiare caffé e brioches: "Qui vengono i ragazzini dell'oratorio così come anziani a giocare a carte. Qualche tempo fa ho fondato l'associazione Brusuglio in subbuglio, che si occupa del quartiere, ho creato un giornaletto e mi adopero per la comunità organizzando attività sportive. Questa estate ho rincorso a piedi due rapinatori che colpivano le farmacie in questa zona, aiutando le forze dell'ordine a catturarne uno. Eppure ora mi sento accusare di essere un nazifascista, solo perché amo il tricolore, l'ho esposto e campeggia sulla striscione" racconta il commerciante". "Se davvero sono così pericoloso, perché hanno mandato i vigili e non la Digos?" si chiede ancora il barista che sul profilo Facebook del bar CIPE, il giorno in cui gli hanno fatto la multa ha commentato: "Apprendo con sommo rammarico che pende sul mio capo una denuncia per apologia del nazifascismo per aver usato il tricolore che, nonostante tutti i tentativi - e sono davvero tanti - per farmi odiare questo Paese, ancora amo e rispetto."

MULTA VIGILI

Ecco il verbale con cui la Polizia municiaple ha sanzionato il commerciante di via Brusuglio – Credits: Facebook.com

La multa e l'esposto "misterioso"

Tutto è nato con un esposto, che però gli agenti della Municipale non hanno voluto mostrare a Carriero. Proprio due giorni fa, però, qualcuno ha lasciato scivolare sotto la serranda del suo bar una copia del documento e ora il commerciante non ha più dubbi: "Dò fastidio a qualcuno, mi hanno colpito per altri motivi. Un esempio? Da tempo chiediamo, come quartiere, di ripulire Villa Litta, imbrattata di graffiti e abbandonata. C'era anche una società americana che si era offerta di ripulirla gratuitamente. Il Comune ha deciso di metterla a posto solo di recente, in vista di una visita del Sindaco Pisapia, il prossimo 28 settembre. Da tre mesi, da quando ha aperto come centro di aggregazione, non si vede nessuno: ci sono più anziani che giocano a carte nel mio bar che lì" dice Carriero.

La solidarietà anche di polizia e carabinieri

"Vede, persino polizia e carabinieri mi hanno appoggiato, mi hanno detto che non c'erano problemi nell'esporre lo striscione. Io sono a favore della legalità e contro la criminalità fin da quando ero piccolo. Ora ce l'ho con le istituzioni, non certo con i nostri uomini delle forze dell'ordine, che al contrario vanno appoggiate" spiega Carriero.

La visita del Sindaco Pisapia e la colletta dei politici

Formalmente la multa è stata elevata perché non era stata presentata apposita richiesta. "In realtà è per motivi politici. Ma la cosa incredibile è che quando ho chiesto spiegazioni in Consiglio di Zona 9, ho trovato solidarietà: ora i consiglieri mi hanno detto di non pagare la multa, perché vogliono presentare a loro volta un altro esposto, chiedendo di toglierla. Se ciò non bastasse, si sono offerti di pagarla loro" spiega Carriero. Ma che appartenenza hanno questi consiglieri? "Sono di pressoché tutti i partiti: dalla Destra alla Lega - che notoriamente non ama il tricolore! - Ma ci sono anche due del Pd, mentre l'esponente del Movimento 5 Stelle mi ha applaudito quando sono intervenuto".

Tra pochi giorni, il 28 settembre, è in programma una festa del quartiere con la visita ufficiale del Sindaco: "Non toglierò lo striscione almeno fino a quando il Sindaco Pisapia non sarà venuto qui".


 

maro' assassini

Il manifesto, firmato Lecce Antifascista, comparso sui muri della città pugliese – Credits: Facebook.com

Il precedente a Livorno

Di certo la linea dura dell'Amministrazione comunale milanese stride con altri esempi, come quello di Lecce, dove poche settimane fa era comparso un manifesto, firmato da Lecce Antifascista, che inneggiava alla morte dei due militari italiani. O quello di Livorno, dove invece il Sindaco aveva deciso di soprassedere quando su un muro era comparso uno striscione contro Israele, nel pieno della guerra a Gaza. C'era scritto "Israele vero terrorista", ma per Nogarin (M5S) non c'era alcun pericolo che potesse incitare all'antisemitismo: "Quel manifesto è un'idea dei centri sociali - aveva spiegato il primo cittadino - Può stare lì". Lo striscione alla fine è "scomparso", ma solo per volontà della stessa sinistra radicale che lo aveva esposto. E senza multe.

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