I grillini contro il carcere per diffamazione

Abolizione del carcere per i giornalisti: persino il Movimento 5 stelle è d’accordo e presenta una proposta di legge

Montecitorio, dove tra poco si discuterà la modifica della legge sulla diffamazione (Credits: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Ignazio Ingrao

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Non importa che Beppe Grillo attacchi quotidianamente i giornalisti e li voglia cacciare dal Parlamento. Anche il Movimento 5 Stelle è contrario al carcere per i cronisti e propone di modificare le norme sulle diffamazione a mezzo stampa. La proposta è stata presentata dalle deputate Cinque Stelle, Mirella Liuzzi e Francesca Businarolo ed è già stata messa in discussione alla Commissione giustizia di Montecitorio.

La proposta prevede l’abolizione della pena detentiva per la diffamazione a mezzo stampa e la sostituzione con una multa fino a 5 mila euro (10 mila se si tratta di diffamazione per attribuzione di un fatto determinato). Inoltre prevede una sanzione in sede civile per chi presenta una richiesta di risarcimento “temeraria”: nel caso il giudice civile rigetti la richiesta, l’attore è tenuto a versare al convenuto la metà del risarcimento richiesto. Un modo per evitare di utilizzare lo strumento del risarcimento in sede civile come forma di intimidazione sui giornalisti.

Le due deputate 5 Stelle, nel presentare la proposta ricordano che l’Italia risulta al 57mo nella classifica sulla libertà di stampa di “Reporters sans frontières” e affermano che: “Due pilastri della democrazia sono proprio l’informazione e la libertà di stampa. Infatti ogni regime totalitario e Governo dittatoriale come prima cosa ha limitato la libertà di espressione controllando i media e reprimendo la libertà di associazione, di assemblea, di religione”. Chissà se Grillo ha letto queste parole.

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