Tabaccaio di Asti, i due malviventi fuggiti su una seicento bianca

Terra bruciata attorno ai rapinatori che hanno ucciso Manuel Bacco. Conoscevano il negozio, ma la loro auto potrebbe essere stata ripresa dalle telecamere della zona

Sparatoria in rapina in tabaccheria, morto è il negoziante

Polizia scientifica all'esterno di una tabaccheria ad Asti, dove il titolare, Manuel Bacco, è stato ucciso durante una rapina dopo una sparatoria, 19 dicembre 2014. ANSA/COSTANTIN PLETOSU/ALESSANDRO DI MARCO

Carmelo Abbate

-

Aggiornato il 22 dicembre alle 12,10


Conoscevano bene la zona, frequentavano quella tabaccheria, sapevano quanto potevano trovare nella cassa all'ora di chiusura. Probabilmente erano clienti abituali, in ogni caso erano già stati lì. Consapevoli delle telecamere accese dentro il negozio, tanto da entrare incappucciati, ma anche di quelle esterne situate in una stazione di servizio, motivo per cui hanno parcheggiato l'auto nell'unica zona d'ombra non ripresa dagli occhi elettronici. Ma i due malviventi che la sera di giovedì hanno fatto irruzione armati dentro la tabaccheria "Bacco e Tabacco" di Asti, per uccidere il titolare, Manuel Bacco, 37 anni, non erano proprio dei geni della rapina. Primo perché hanno sparato al primo intoppo, segno assoluto di mancanza di lucidità e sangue freddo, poi perché non hanno fatto i conti con le altre telecamere. Quelle disseminate nelle strade attorno alla tabaccheria, le cui immagini sono già state acquisite e vengono passate al vaglio in queste ore dai carabinieri guidati dal colonnello Fabio Federici.

Gli uomini dell'arma parlano di auto chiara che somiglia a una Punto o una Cinquecento, ma in realtà sono già avanti e cercano una Seicento bianca. Una volta analizzate tutte le telecamere si cercherà di risalire alla targa e all'ultimo tassello di un quadro investigativo già abbastanza delineato. In oltre 60 ore filate di indagine, oltre a fare pulizia di alcuni malavitosi trovati e sbattuti in galera per altri fatti, gli uomini dell'Arma hanno stretto il cerchio attorno ai due malavitosi, che sentono il fiato sul collo. Tanto che in queste ultime ore è arrivata via giornali la richiesta di resa firmata dal colonnello Federici attraverso un messaggio in codice inviato a uno dei due, quello che è rimasto alla porta d'ingresso della tabaccheria. La sua posizione potrebbe essere alleggerita se decidesse di collaborare, in quanto dalle immagini si dimostra che non ha sparato e ha fatto soltanto da palo.  




Una rapina anomala, strana, quella della tabaccheria di Asti in cui è morto il titolare, Manuel Bacco, 37 anni, caduto sotto i colpi di pistola dei malviventi. È successo tutto ieri sera intorno all’ora di chiusura. Due uomini incappucciati fanno irruzione dentro la rivendita Bacco Tabacco di corso Alba, dentro c’è il titolare, che sta effettuando le ultime operazioni di cassa, in compagnia della moglie. Uno dei due delinquenti rimane all’ingresso, Manuel Bacco prende i soldi dalla cassa, il secondo uomo spintona la moglie, nulla di più, il tabaccaio reagisce subito, il malvivente spara e lo uccide. I due fuggono via senza prendere i soldi, che sono a portata di mano. Le immagini delle telecamere interne al negozio non forniscono troppi dettagli: due uomini di corporatura media, giubbotti giovanili.

La dinamica lascia qualche perplessità: i due sparano subito, alla prima virgola fuori posto, non mostrando la benché minima capacità di gestire la situazione, e scappano via a mani vuote, senza prendere neppure un euro.

Se di tentativo di rapina si è trattato, allora siamo di fronte qualcosa di improvvisato, opera di due dilettanti allo sbaraglio, due disperati, due sprovveduti, due tossicodipendenti. Tutto tranne che professionisti e neppure rapinatori esperti.

Ma c’è un dettaglio che potrebbe fornire un qualche spunto utile alle indagini: il titolare della tabaccheria, Manuel Bacco, aveva dei precedenti penali per droga, era stato arrestato nel 2009 per spaccio. Nel suo passato e nelle sue frequentazioni potrebbe nascondersi la risposta agli interrogativi che in queste ore si stanno ponendo gli inquirenti. Gli uomini guidati dal colonnello Fabio Federici sono andati a spulciare dentro gli archivi e per trovare un precedente di questo genere sono dovuti risalire fino al 1980. Ragione per cui non sono portati a pensare a una banda di esperti in rapine di questo genere. Si cercano due italiani, giovani, non del tutto estranei alla cerchia della vittima. In questo momento, sono in corso perquisizioni a tappeto nelle abitazioni di tutti i pregiudicati della zona di Asti.

© Riproduzione Riservata

Commenti