Milano, lo scandalo degli ecoscooter dei vigili

Costati 400mila euro nel 2003 e destinati alla polizia locale, sono stati rivenduti per soli 30 mila ad un imprenditore privato: le batterie duravano troppo poco.

Nella foto i vigili di quartiere a Milano, costretti a girare in bici o a piedi, dopo che gli ecoscooter si sono rivelati inutilizzabili. Credits: comune.milano.it

Eleonora Lorusso

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Nelle intezioni del Comune dovevano rappresentare una sorta di svolta green: rottamati i vecchi motorini a benzina, i 108 ecoscooter acquistati da Palazzo Marino doveva serivre per far girare comodamente in città i vigili urbani, riducendo i tempi di spostamento, ma soprattutto inquinando meno. Anzi, molto meno, visto che si trattava appunto di scooter elettrici, a bassissimo impatto ambientale.

Forse anche per questo erano stati pagati la bellezza di 400 mila euro, nel 2003. Ma al loro debutto è seguito un repentino ritiro dalle strade milanesi: i motori ecologici, dopo appena quattro mesi di circolazione, sono finiti dritti dritti nel parcheggio della polizia locale di via Fiamma, in zona XXII Marzo. E da lì non sono più usciti. Motivo? Le batterie duravano troppo poco, lasciando a piedi i ghisa. Da allora, però, non hanno fatto altro che prendere polvere per 10 anni, fino a che, il Comune è riuscito a "sbarazzarsene", per la assai modica cifra di 30 mila euro.

Ad aggiundicarsi i mezzi a due ruote è stato un imprenditore, che ha acquistato all'asta gli ecoscooter, pagandoli 280 euro l'uno. Un vero affarone, se si considera che hanno percorso pochissimi chilometri e che ora l'acquirente andrà a sua volta a rivenderli ad un'asta privata in provincia di Verona.

Non si può dire lo stesso per il Comune, che a conti fatti ci ha rimesso 370 mila euro e ha dovuto far tornare i propri vigili urbani, specie di quartiere, in sella alle biciclette (ecologiche sì, ma un po' comode dei motorini). Insomma, uno spreco al quale Palazzo Marino ha cercato di rimediare chiamando in causa l'intermediario che vendette gli scooter inutilizzabili all'Amministrazione. Nel 2009 l'uomo è stato condannato, ma la faccenda rimane intricata, perchè - come raccontano fonti sindacali della polizia municipale - per l'acquisto erano stati usati fondi dell'Unione Europea e la Corte dei Conti, sempre nel 2009, aveva avviato un'indagine per accertare se ci fossero gli estremi per un danno erariale, dall'acquisto degli ecoscooter da parte del Comune. L'esito? A quanto pare non ci sarebbe stata stata alcuna comunicazione in merito, dunque la faccenda sarebbe stata archiviata. Non la figuraggia, però.

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