Cronaca

Migranti, parla l'albergatore che li ospita: "Sono al collasso"

La testimonianza di Santo Rotondo che ospita a Castiglioncello (Livorno) decine di migranti in arrivo da Lampedusa

Nadia Francalacci

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“No, non lo rifarei più. Non ospiterei i migranti nella mia struttura perché adesso la situazione sta diventando troppo pericolosa. In alcuni momenti temo persino per la mia vita”. Non si tratta di razzismo ma di esasperazione. Santo Rotondo, titolare dell’hotel Saint Vincent a Castiglioncello, la località sul mare in provincia di Livorno, amata da Spadolini, Mastroianni e da Dino Risi che la scelse come ambientazione per il film Il sorpasso con Vittorio Gassman, ospita ormai da anni decine e decine di migranti che arrivano da Lampedusa.

E proprio mentre a Milano e a Roma i migranti affollano la stazione Centrale e quella di Tiburtina e al confine con la Francia ci sono le resistenze della polizia di frontiera francese che non vogliono far entrare sul loro territorio migliaia di uomini e donne, la situazione sta degenerando anche all’interno delle strutture alberghiere sperse sul territorio italiano che ormai da mesi li accolgono fornendo loro pasti caldi e camere confortevoli con bagno e servizio wi-fi.

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"Inizialmente erano solamente somali- racconta a Panorama.it – e la situazione era molto più semplice. Al di là delle loro abitudini igieniche, indubbiamente molto diverse dalle nostre, era possibile dialogare con loro e ricevere una minima collaborazione nel rispetto nostro e della struttura dove si trovavano. Poi sono cominciati ad arrivare migranti in fuga dall’Eritrea, dal Mali e dalla Nigeria. E la situazione è precipitata".

Si spieghi meglio…
"Con l’arrivo dei nigeriani è arrivata anche la violenza. Questi soggetti non solo sono totalmente irrispettosi nei confronti della struttura ma anche di chi li segue. Sono violenti, rissosi e spesso sono costretti a far finta di non capire e di lasciarli fare ciò che vogliono per evitare di entrare in contrasto. Io ho tre figli a casa e vorrei tornarci vivo…"

Perché litigano? Che cosa chiedono?
Quando arrivano qui sono praticamente nudi. L’associazione locale dell’Arci, gli compra dagli indumenti intimi ai pantaloni, dalle magliette alle scarpe. Quindi i primi giorni sono abbastanza tranquilli. Poi improvvisamente cominciano a chiedere, anzi pretendere, il rilascio della Carta di identità e dopo qualche settimana inizia la loro insofferenza. Si sentono abbandonati, si lamentano che non riescono a raggiungere le varie località italiane o altri Paesi dell’Europa. E così scatta in loro quella rabbia che poi esplode in risse tra di loro o danni alla struttura. Non ci dobbiamo dimenticare che ognuno di loro viene sistemato in una camera con servizi privati, televisore e servizio di frigobar. In una stanza sono al massimo in tre. Non di più. In più noi gli abbiamo riservato anche uno spazio in cucina dove potersi preparare i vari thè che sono abituati a bere. Ma nonostante questo sono insofferenti…

Ma quanto rimangono nella sua struttura?
Beh, ci sono dei gruppi che sostano poche settimane. Altri mesi. Ci sono dei migranti che sono qui da 10 mesi. Un tempo lunghissimo che premette loro di prendere quella “confidenza” con la struttura e il mio personale che poi si trasforma in mancanze di rispetto continue. La situazione per noi è diventata quasi intollerabile.

Lei ha detto che arrivano praticamente scalzi e nudi… ma poi pretendono il wifi per i loro cellulari.
Sì, questo è un aspetto davvero strano. Dopo pochi giorni che sono arrivati, spuntano misteriosamente cellulari di ultima generazioni dal valoro di diverse centinaia di euro. Alcuni di loro hanno in tasca "rotoli" di dollari che non si capisce come riescono a cambiare in euro.

Lei ha ammesso di avere, alcune volte, paura per la sua vita. Ma ci sono controlli delle Forze di polizia?
Si, per fortuna le forze dell’ordine fanne sentire la loro presenza e controllano costantemente. Ma nonostante ciò la situazione è degenerata. La presenza massiccia di migranti non è solo un problema da risolvere nelle stazioni o alla frontiera ma anche all'interno delle strutture alberghiere.

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